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Agguato al Nocs. È stato uno scambio di persona

Uno scambio di persona. Sembra questa la pista più battuta al momento dalla Digos che, da venerdì, sta indagando sull'agguato ai danni del poliziotto dei Nocs, avvenuto in via Ranuccio Bianchi...

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Uno scambio di persona. Sembra questa la pista più battuta al momento dalla Digos che, da venerdì, sta indagando sull'agguato ai danni del poliziotto dei Nocs, avvenuto in via Ranuccio Bianchi Bandinelli. Fino ad ora, infatti, non è emerso alcun elemento che potesse indirizzare gli investigatori verso una direzione precisa. Il sostituto commissario di 54 anni, appartenente al Nucleo operativo centrale di sicurezza, era alla guida di una Chrysler insieme al figlio trentenne quando due killer, a bordo di un Tmax, li hanno affiancati e fatto fuoco. Il proiettile calibro 7.65 ha forato il parabrezza e si è conficcato nel cruscotto. I due sono rimasti illesi, ma ora si cerca di capire chi è perché ha sparato. Sul tavolo degli investigatori le ipotesi al momento restano tutte aperte: dallo scambio di persona all'avvertimento. Si battono tutte le strade, anche quella che il proiettile fosse diretto al figlio, socio di un negozio di abbigliamento sportivo che si trova sulla Tuscolana. La Digos sta scandagliando frequentazioni, amicizie e ambiente di lavoro. Ma la vita del trentenne appare irreprensibile. Ieri sono stati sentiti i soci, ma anche in questo caso non è emerso nulla. La posizione finanziaria dell'attività e i rapporti tra loro e il trentenne non destano sospetti. Il poliziotto e suo figlio, inoltre, non hanno fornito alcun elemento su cui indagare, nessun input che potesse orientare le indagini: niente nemici, liti o dissapori che potessero giustificare un gesto del genere. In un primo momento si era pensato anche che l'attività di istruttore di tiro a segno svolta dal poliziotto, potesse essere legata all'agguato. Piccole rivalità sulla bravura o sul metodo di insegnamento, magari, poi sfociate in un risentimento maggiore. Ma anche questa ipotesi è ben presto sfumata. Resta aperta, dunque, quella dello scambio di persona. L'auto su cui viaggiava il poliziotto, infatti, è intestata ad una onlus con la quale collabora e generalmente è guidata da un'altra persona. L'autista abituale e l'agente si assomigliano un po'. Magari questo ha tratto in inganno i sicari.

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