In fiamme deposito giudiziario. Distrutte 600 auto
Incendio in via dell'Acqua Acetosa Anagnina al confine col Comune di Frascati. Giallo sulle cause
Sarebbero decine, secondo l'ex custode centinaia, le auto e i motorini andati distrutti nel rogo che, nel tardo pomeriggio di oggi, ha distrutto il deposito giudiziario di veicoli in via dell'Acqua Acetosa Anagnina, arteria che collega l'Anagnina appunto e la Tuscolana al confine col comune di Frascati. Per domare le fiamme, che hanno sprigionato una colonna di fumo visibile fin dal Raccordo, è stato necessario l'intervento di numerose squadre di vigili del fuoco e l'ausilio di un'autobotte chilolitrica, utilizzata di norma per i grandi incendi. Mentre restano da stabilire le cause, l'ex gestore e custode del deposito, al centro di un contenzioso col proprietario dei terreni, accusa: ìAbbiamo fatto tante segnalazioni e denunce alle autorità perché la zona è abbandonata, infestata di erbacce, senza alcun controllo, ma nessuno ci ha ascoltati”. L'intervento è scattato intorno alle 17 quando proprio la Protezione civile comunale, nell'ambito di un pattugliamento ordinario di controllo, ha notato le fiamme levarsi da via dell'Acqua Acetosa Anagnina, nelle immediate vicinanze anche di alcune abitazioni. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che l'incendio si sia scatenato da alcune sterpaglie dapprima in un'area esterna al deposito, per poi invece espandersi e raggiungere la struttura in cui si trovano ricoverati oltre 600 mezzi tra autovetture e motorini. Si sono così chiamati i rinforzi, i vigili del fuoco – che hanno impiegato oltre due ore per riuscire a domare le fiamme – sono accorsi con sei squadre, ed hanno utilizzato le autobotti di solito impiegate per i grandi incendi, in grado di erogare fino a 3mila litri di acqua. Il problema maggiore, infatti, era la presenza di carburante e gpl nei serbatoi, che all'interno del deposito ha prodotto una reazione a catena per cui, in via precauzionale, è stata disposta anche la chiusura della strada. Circoscritto l'incendio, seguiranno gli accertamenti sulle origini del rogo, cui stanno lavorando la polizia municipale di Frascati e gli agenti del commissariato Romanina intervenuti in ausilio. Sono però già gli ex gestori del deposito giudiziario, non operativo dal 2006, a segnalare che si tratta del secondo incendio in poco tempo: ìNel 2009 c'è stato un incendio, questo è un altro disastro annunciato – dà la sua versione l'ex gestore Raffaele Pelagalli – Nel 2006 noi, come società Gesualdo, veniamo sfrattati per fine locazione, io ho detto che dentro c'erano ancora più di 600 veicoli fermi, ma nulla, tutto è finito in tribunale”. ìIn attesa che i giudici decidessero sulla controversia – continua Pelagalli – lì dentro è rimasto tutto abbandonato, il tribunale ha nominato un custode ma non è la stessa cosa, quando lo gestivamo noi era un luogo sicuro e pulito, lasciare centinaia di veicoli in queste condizioni è pericoloso, ci sono sterpaglie, subiamo furti che abbiamo denunciato, quando i giudici notificano a me i provvedimenti non riesco nemmeno a tirare fuori le auto col carroattrezzi tanto è alta l'erba”. In attesa di stabilire l'esatto numero di mezzi andati distrutti, da una prima stima sarebbero comunque diverse decine – se non centinaia come sostiene Pelagalli - quelli coinvolti, andranno avanti anche le indagini per appurare l'origine scatenante, dunque si attende anche la relazione dei vigili del fuoco.
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