Controlli fiscali a via Nazionale. «Solo spot»
Lamaggior parte è disposta soltanto a confermare il tipo di controlli: pagamento della tassa dei rifiuti, occupazione di suolo pubblico, insegne, dipendenti in regola, e soltanto un paio sono disposti a rispondere alle nostre domande dietro garanzia dell'anonimato. «I controlli vanno bene - dichiara uno di loro - ma non fatti in quel modo. Sembrava più l'esigenza di farsi un po' di pubblicità piuttosto che la volontà di far rispettare le norme. Altrimenti non si capisce il motivo per cui si entra in otto persone, per di più non in divisa, si comincia a spulciare carta per carta e lo si fa in pieno orario lavorativo facendo perdere anche un'ora di tempo per trovare tutte le carte richieste». Conferma, un altro commerciante, di non essere riuscito a fornire la prova scritta della tassa sui rifiuti che aveva pagato, «perché si trova a casa mia in un'altra cartellina di documenti. L'ho fatto presente all'agente della municipale, che mi ha ugualmente notificato la multa». In un altro negozio di abbigliamento sono andati per verificare se i dipendenti erano in regola. Ciò che ha indispettito maggiormente il titolare è stata la modalità con cui si è proceduto a fare domande ai commessi. «Una sorta di interrogatorio fatto separatamente - racconta - con domande sulle mie abitudini professionali e su come li trattavo». In questo caso il controllo è andato a buon esito, nessuna multa ma tanto fastidio. Dam. Ver.
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