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Dodicenne investito a Roma. Arrestata la donna, guidava lei

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Via Pietro Maffi, un bambino è stato investito da un'auto, che non si è fermata, mentre attraversava la strada sulle strisce. (Foto GMT)

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A Roma arrestata la compagna dell'uomo che il 20 aprile scorso era stato fermato dopo aver ammesso la responsabilità dell'investimento di un ragazzo di 12 anni che attraversava sulle strisce pedonali, avvenuto il giorno prima in zona Primavalle. Per gli investigatori quel giorno alla guida c'era la donna e non il compagno. Le indagini del Commissariato Primavalle, dirette da Domenico Condello e coordinate dal pm Nicola Maiorano, avevano portato a rintracciare, il giorno dopo in via Sirleto, l'auto pirata coinvolta nell'investimento e ad arrestare il pregiudicato di 38 anni che poi aveva ammesso il coinvolgimento nell'episodio, dichiarando di essere alla guida dell'auto in compagnia della convivente. La donna aveva confermato che alla guida dell'auto c'era il compagno e che, subito dopo l'investimento, aveva esortato l'uomo a proseguire la marcia. Ma la versione dei due non aveva convinto gli investigatori. Nel corso degli ulteriori accertamenti la donna è stata sentita più volte e alla fine ha ammesso che era lei alla guida dell'auto pirata e che il compagno si era assunto la responsabilità solo per evitare che lei non ottenesse l'affidamento del figlio. Subito dopo l'incidente la donna era fuggita presa dal panico, riuscendo a far perdere le proprie tracce e a raggiungere il compagno. I successivi accertamenti hanno appurato che la donna, che da poco aveva avuto un altro incidente ed era costretta a portare un tutore al braccio, al momento dello scontro viaggiava senza il tutore nonostante la ridotta capacità motoria, oltre ad aver assunto farmaci contenenti benzodiazepine. Sulla base degli elementi raccolti, nei confronti di Z.D., con precedenti per rapina, gli agenti del Commissariato Primavalle hanno eseguito nella tarda serata di ieri un'ordinanza di custodia cautelare con gli arresti domiciliari. La donna, oltre che di lesioni personali gravissime e omissione di soccorso, dovrà rispondere anche del reato di calunnia.

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