Pescatori di frodo a Villa Ada
Cacciatori di frodo metropolitani, a Villa Ada. Tartarughe da vendere e carpe da mangiare. Sembra strano, ai limiti dell'inverosimle, eppure è la scoperta fatta ieri dai carabinieri della Compagnia Parioli diretta dal capitano Massimo Pesa. I militari erano andati nell'area verde, una delle più belle e ampie della Capitale, peraltro zona protetta, per cercare giacigli di fortuna, magari qualche insediamento abusivo. E invece hanno trovato la sorpresa. Attorno al perimetro del laghetto, piantate nel terreno, nascoste dall'erba, ignoti avevano piazzato dieci lenze fai-da-te, col filo teso nell'acqua, un amo a tre punte all'estremo, al quale era fissata l'esca. Il mulinello era artigianale: una bomboletta spray attorno alla quale era avvolto il filo da pesca. È davvero insolito imbattersi in roba del genere in un parco della città. Ma il numero delle esche, il marchigegno elabarato e l'accortezza usata per nasconderlo alla vista, lasciano pensare che chi ha organizzato la pesca di frodo lo abbia fatto già altre volte, quasi sicuramente incoraggiato dai primi bottini. E dal momento che nello specchio d'acqua sguazzano soprattutto carpe e tartarughe le ipotesi che gli investigatori fanno sono due: le prime si mangiano, le seconde possono trovare un loro commercio. Le indagini cercheranno di appurarlo. L'operazione antidegrado di ieri comunque ha dato anche altri frutti. Con l'ausilio di unità cinofile e di un elicottero che ha sorvolato il parco per notare eventuali insediamenti abusivi, i carabinieri della Compagnia insieme coi militari dell'8° Battaglione Lazio hanno controllato 79 persone e 30 veicoli. Trovati e già rimossi due giacigli nei pressi dell'ambasciata d'Egitto e arrestato un romeno di 26 anni: colpito da mandato d'arresto europeo emesso nell'aprile scorso dal Tribunale di Fagaras (Romania) per il reato di furto di materiali esplosivi.
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