Al Consiglio di Stato ancora in piedi l'ultimo ricorso
Manifestazionidi protesta, ricorsi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato, il Comune di Pomezia che ha sempre osteggiato la realizzazione e l'ampliamento del sito. Nonostante queste denunce e la pericolosità per lo smaltimento dell'amianto, dalla Regione Lazio arrivavano puntualmente le autorizzazioni per far funzionare la discarica. Negli anni '90 le proteste dei residenti dei quartieri di Santa Procula e Valle Caia che si erano scontrati anche con le forze dell'ordine. Successivamente era scattata la sequela di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Un tira e molla che ancora oggi va avanti in quanto il Comune di Pomezia, attraverso il sindaco Enrico De Fusco, aveva presentato l'ennesimo ricorso che oggi è in discussione nel merito proprio innanzi al Consiglio di Stato. Ma già nel 2001, quando i cittadini di Santa Procula presentarono l'ennesimo ricorso contro la discarica, evidenziarono come il Consiglio di Stato si limitava a dichiarare legittima la localizzazione della discarica di inerti ma, ovviamente, non si pronunciava sulle autorizzazioni allo smaltimento dell'amianto. Sab. Mel.
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