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Accordo Ue per vietare l'uso di 'carne' per prodotti veg, salvi i veggie burger

Ansa
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Accordo tra Consiglio e Parlamento Ue sulla riforma del regolamento sull'Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) proposta per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera. Tra le altre cose, l'accordo introduce una definizione del termine "carne" come "parti commestibili di animali" e dunque specifica che nomi come 'bistecca', 'filetto' o 'fegato' debbano essere riservati ai prodotti contenenti carne ed escludere i prodotti coltivati in laboratorio. Dopo intense trattative, nel divieto di associare a prodotti non a base di carne termini solitamente associati a prodotti a base di carne non sono rientrati i "veggie burger'.

L'intesa "tutela" i termini manzo, vitello, maiale, pollame, pollo, tacchino, anatra, oca, agnello, montone, ovino, caprino, coscia, filetto, controfiletto, fianco, lombo, bistecca, costine, spalla, stinco, braciola, ala, petto, fegato, coscia, petto, costata, T-bone, scamone e pancetta. "Tali termini sono riservati esclusivamente ai prodotti a base di carne e non possono quindi essere utilizzati per prodotti che non contengono carne, come ad esempio quelli ottenuti da colture cellulari", precisa una nota del Consiglio. Per rafforzare il ruolo degli agricoltori nella catena di approvvigionamento, le modifiche al regolamento Ocm rendono obbligatori i contratti scritti tra agricoltori e acquirenti, includendo anche una clausola di revisione, per garantire che i contratti a lungo termine tengano conto dell'andamento del mercato, delle fluttuazioni dei costi e delle condizioni economiche.

Viene inoltre consentito agli Stati membri di fornire un sostegno finanziario supplementare alle organizzazioni di produttori e alle loro associazioni nel quadro degli interventi settoriali della Pac e definite le condizioni per l'uso di termini di commercializzazione facoltativi come "equo", "equitativo" e "filiera corta" per garantire chiarezza sia ai produttori che ai consumatori. L'accordo dovrà essere confermato da entrambe le istituzioni prima di entrare in vigore. 

"L'accordo segna una tappa importante per gli agricoltori europei. Stiamo trasformando una delle loro richieste fondamentali in un'azione concreta, rafforzando la loro posizione nella catena di approvvigionamento alimentare", ha rivendicato il commissario Ue all'agricoltura, Christophe Hansen. "Con organizzazioni di produttori più forti, regole contrattuali più chiare e una migliore protezione delle denominazioni delle carni, questo accordo contribuisce a garantire che gli agricoltori siano ascoltati, abbiano una voce più forte sul mercato e ricevano una quota più equa del valore che creano".

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