il modello giorgia
Governo tra identità, stabilità e pragmatismo: tre chiavi del successo
Tre parole non propagandistiche possono identificare al meglio il governo Meloni nel giorno del record di longevità nella storia della Repubblica: identità, stabilità e pragmatismo. Sono tratti che caratterizzano un'esperienza passata indenne rispetto a mille attacchi e che hanno reso forte la coalizione che si riproporrà nel 2027 per una nuova esperienza alla guida dell'Italia. Il percorso di governo non ha avuto freni a partire da quel manifesto di valori (radici cristiane, nazione, famiglia tradizionale) consacrato nel 2019: la destra al potere ha tenuto la barra dritta a difesa dell'identità contro globalizzazione, ideologia gender e perdita di sovranità. In un Paese abituato a esecutivi brevi, la stabilità rappresenta la vera eccezione: con la Meloni è finito il tempo dei ministri italiani che cambiavano ogni nove mesi ed è arrivata un'immagine di rispetto e continuità riconosciuta a livello internazionale, persino da Donald Trump. Sulle politiche migratorie la cifra è stata coerente, grazie a temi come la riduzione degli sbarchi, il Piano Mattei, gli accordi con i Paesi nordafricani e il modello Albania.
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Il pragmatismo ha garantito la durata e l'efficacia dell'azione di governo, tenendo insieme valori conservatori in casa e realismo all'estero, come il sostegno all'Ucraina, i rapporti fermi con Bruxelles e una disciplina di bilancio coerente. Delusi coloro che sognavano una svolta "estremista" per impedire di governare: Palazzo Chigi ha espresso una leadership indiscussa, guidata dalla fede negli interessi nazionali, dalla tutela della famiglia tradizionale, dalle politiche per il lavoro e dal rifiuto della tassazione come mezzo per far lievitare la spesa pubblica. "Non disturbare chi lavora" non è stato un semplice slogan, ma una concreta filosofia di governo.
Oggi da Bari la Meloni lancerà le proposte per l'ultimo anno di legislatura e per i prossimi cinque. Se il clima di lealtà nel centrodestra perdurerà, la partita si vincerà agevolmente. L'eventuale ampliamento della coalizione dipenderà dalla serietà degli interlocutori: è la sinistra che necessita dell'unione di tutti per poi governare male, mentre il centrodestra ha sempre garantito stabilità per via dell'assenza di ricatti interni all'alleanza.