l’ultima invenzione

Extraprofitti, no agli extraterrestri. Ora serve abbassare le tasse al ceto medio

Giancristiano Desiderio

Tasse, tasse, tasse. Soldi, soldi, soldi. Vostri. Il campo largo si chiama così per farci entrare più tasse possibili. Ne inventano una al giorno. Ora hanno inventato la tassa sugli extra-profitti. Cosa siano gli extra-profitti non si sa, ma loro vogliono tassarli ugualmente. Sono extra-terrestri e, purtroppo, sono capitati proprio a noi. Si dice che Pd, Avs e 5Stelle non abbiano un programma comune. Non è vero. Ce l'hanno: le tasse. Normali, anormali, super ed extra. La tassazione continua è la loro politica ideale e reale che voi siete chiamati a finanziare per generare redditi, bonus e superbonus che creeranno buchi e vuoti nei conti pubblici con aumento del debito che verrà finanziato con nuove tasse cioè con i vostri soldi. L'idea che hanno del Paese è tanto semplice quanto spaventosa: l'Italia venezuelana.

 

  

 

Il governo di Giorgia Meloni si prepara a far festa: è il governo più longevo della storia repubblicana. Naturalmente, è una buona cosa perché la stabilità crea fiducia e affidabilità sui mercati. Basta vedere il famoso spread: è crollato. Paghiamo meno interessi sul nostro debito. Dunque, durare è cosa buona e giusta. È necessario ma non è sufficiente. Perché oltre a pagare meno interessi bisogna pagare anche meno tasse. Il governo farebbe bene, come pare che sia intenzionato, a tagliare le tasse al ceto medio che è la spina dorsale non solo del Paese produttivo ma anche del Paese democratico. Le due cose stanno insieme. Quindi, morale della favola, andar dietro agli extra-terrestri che chiedono di tassare gli extra-profitti è da fessi due volte: uno perché sciocco, due perché s'imbocca la via sbagliata della tassazione mentre è necessario prendere con fermezza la strada maestra del taglio delle tasse. Il governo ha aiutato le fasce deboli. Ha fatto bene. Ora aiuti le fasce medie. Le quali non chiedono soldi. Chiedono di non rimettercene.

 

 

Anche perché non ne hanno più da buttare dalla finestra. Il ceto medio è facile da identificare e capire: è quella parte di Paese che passa l'estate, l'autunno e l'inverno a pagare le tasse. È necessario sgravarlo da questo peso mostruoso. Nell'interesse del Paese. Questo è il punto fondamentale: la crescita del benessere del ceto medio fa bene al Paese e si ripercuote direttamente e indirettamente sulle fasce più deboli. La vera redistribuzione è questa che è fatta direttamente dalla libertà del mercato. Cos'è il mercato? Noi stessi. I nostri interessi. Le nostre occasioni. La nostra conoscenza degli uni e degli altri che nessuna redistribuzione centrale può conoscere meglio di noi. Detto in una sola parola: il governo investa nella libertà. Il discorso sulle tasse, infatti, è un discorso sulla libertà. L'alternativa di governo per il ceto medio non esiste. Questo, purtroppo, non è un bene. Per nessuno. Né per il governo, né per la democrazia, né per il ceto medio, né per l'Italia. Ma cosa volete farci? Le cose andranno così fino a quando dall'altra parte ci saranno gli extra-terrestri che sono una specie di incrocio tra i padreterni di cui diceva Einaudi e gli avanzi del disastro post-comunista: da questo incrocio nascono gli extra-terrestri della sinistra italiana che, non si sa come, sanno sempre tutto loro. Il ceto medio non può affidarsi a costoro per un elementare motivo: il ceto medio produce, loro sprecano. Qui subentra il governo di centrodestra che, però, deve capire che è giunto il momento di far dimagrire la esorbitante spesa pubblica che grava inesorabilmente sulle spalle del ceto medio che si assottigliano sempre di più. Le ragioni economiche e finanziarie stanno insieme con le ragioni politiche e democratiche: la crescita del ceto medio regge le sorti della stessa democrazia. Quindi, si proceda. Meno tasse, signori, meno tasse. Il governo ha il diritto-dovere di parlare di tasse solo per abbassarle, mai e poi mai per aumentarle. Le invenzioni delle tasse, patrimoniali ed extra-patrimoniali, lasciatele agli extra-terrestri. Questa è la chiave dell'acqua. Per capirlo non occorre essere un padreterno. Basta essere un tartassato.