Povera Elly desaparecida e bullizzata da Conte. Le primarie sono un incubo
Come in una classica del ciclismo, c’è un uomo solo al comando: il suo nome è Giuseppe Conte. Il leader del M5S, reduce da un allenamento intenso nelle ultime settimane, non ha deluso le aspettative: ha preso la testa del gruppo e, da quel momento, non l’ha più mollata. La diretta inseguitrice, Elly Schlein, a dire il vero, non ha ancora cominciatola corsa: per la segretaria del Pd, come è ampiamente noto, le vacanze sono sacre. Il fischio d’inizio, per lei, scatterà verso fine mese, con la ripresa del tour militante nelle feste dell’Unità.
Chi è rimasto a fare la guardia al Nazareno può solo sperare che, nel frattempo, il distacco non diventi insormontabile. Tradotto nella realtà: musi lunghi e agitazione, “Cosa aspetta a parlare?”.
Il Campo largo scricchiola sul Woke. Conte si sfila e Salis rilancia: "Lotta di tutti"
Due, intanto, le vette conquistate dall’ex presidente del Consiglio a cavallo di Ferragosto. A Sant’Anna di Stazzema si è presentato come capofila dei pacifisti; nella famosa lettera a Repubblica, invece, ha indossato i panni di una Ocasio-Cortez de noantri.
Un’uscita che ha annichilito i partner dem: «La cultura woke non è l’ossatura di una forza progressista». Un affondo che ha fatto fischiare le orecchie a molti: «Conte è pronto per lo sprint finale, e ora chi lo ferma più?». Le incursioni del Camaleonte, poi, valgono doppio: insistono sul territorio “nemico”, nei feudi identitari dem, per dimostrare la prontezza e la capacità di dettare l’agenda dell’incursore pentastellato. Farina del sacco dell’amico geniale, Goffredo Bettini, dicono le malelingue, che trovano le impronte del guru nel ragionamento dell’ex premier.
Un mutante, in grado di intestarsi qualsiasi svolta, un «Conte Zelig che ci propina un’altra delle sue piroette», ironizza l’azionista Osvaldo Napoli. Fatto sta che nel campo largo ormai impazzano le sedute dei wokisti “anonimi”, come sfotte la Lega in un post sui social.
L’unica non pentita è la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti: «Non ci vergogniamo per aver lottato contro razzismo e patriarcato».
Altre divisioni e un’incertezza che avvolge nel mistero tutte le prossime tappe. Si faranno le primarie? O alla fine i padri della Patria troveranno una via d’uscita? Succede come al teatro delle marionette, un continuo andirivieni: se esce una figurina (Silvia Salis che continua a sfogliare la margherita), ne entra subito un’altra (Franco Gabrielli, guest star di tutte le feste dem).
Dai, Bonelli e Fratoianni, fateci sognare: pure Sigfrido!
Se, come è probabile, non ci saranno alternative ai gazebo, sulle regole d’ingaggio chi la spunterà? Gli allibratori puntano sull’apertura al voto online (tramite pre-registrazione) e sul doppio turno. La divisione della posta, l’unica possibile mediazione tra gli agguerritissimi sherpa, per non precipitare dal burrone. Si susseguono le rilevazioni, altro sale sulle ferite, che danno immancabilmente lo stesso risultato.
L’ultima dell’istituto Piepoli fotografa l’avvocato di Volturara Appula al 43%, ben sette punti di distanza sull’inseguitrice dem, ferma al 36%.
Anche sulla data si è aperta una sorta di lotteria: al Nazareno vorrebbero avvicinarsi al voto delle politiche, i Cinque Stelle fare in fretta e chiudere entro fine dell’anno. La fatwa contro Matteo Renzi è destinata a cadere, il senatore di Firenze rischia di essere l’unico asso nelle mani di Elly Schlein, impossibile che ne possa fare a meno. Insomma, gli ultimi fuochi d’artificio, prima della poderosa salita: lo Stelvio del campo largo.
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