SCOPPIA IL CAOS IN COMMISSIONE

Commissione Covid, Il Tempo pubblica la relazione non ancora depositata e Arcuri ci attacca

Dario Martini

Domenico Arcuri sta parlando da quasi quattro ore. I parlamentari della commissione d’inchiesta sul Covid stanno ascoltando il racconto che l’ex commissario straordinario scelto da Giuseppe Conte per la gestione della pandemia sta facendo in audizione. È allora che Il Tempo pubblica online, in esclusiva, l’intera relazione di 314 pagine. Lo stesso documento che l’ex numero uno di Invitalia sta leggendo ai componenti della commissione. Eppure, fatto fondamentale, quella relazione non è stata depositata. Ci vuole poco tempo, poco più di mezz’ora, perché qualcuno lo segnali anche ai commissari, convinti fino a quel momento di essere i primi ad ascoltare il contenuto del documento. La seduta sta per essere sospesa per permettere agli onorevoli di trasferirsi in parlamento per partecipare ai lavori d’Aula. Sono quasi le 15, quando il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, prende la parola. E chiede ad Arcuri di rileggergli le ultime parole, per controllare se coincidano con quelle pubblicate sul sito del Tempo. Ovviamente, quelle parole coincidono. Sono identiche. Per l’esattezza, siamo a pagina 163, nel bel mezzo del capitolo che tratta i messaggi scambiati con il giornalista Mario Benotti, oggi deceduto, che si sarebbe proposto per influenzare gli acquisti di dispositivi Covid dalla Cina. Arcuri non può fare altro che confermare che stava proprio leggendo quella pagina. Il presidente della Commissione, Marco Lisei, a sua volta non può fare altro che constatare quanto sta accadendo, «una circostanza spiacevole», dal momento che i commissari si aspettavano di ascoltare un documento inedito. «Volevamo avere l’esclusiva, dal momento che questa è un’audizione testimoniale». Ma non finisce qui.

 

  

 

Altro aspetto decisivo, su cui Bignami chiede di far chiarezza, riguarda l’autore del file pubblicato da Il Tempo. Nei metadati l’autore risulta Gabriella Forte, ex dirigente di Invitalia e componente della Struttura di supporto all’attività del Commissario straordinario. Tra l’altro, Forte è già stata audita in Commissione Covid lo scorso 18 novembre. Inoltre, nel frontespizio della relazione pubblicata dal nostro giornale c’è una data: 28 febbraio 2026. La domanda sorge spontanea? Quando è stata scritta? E, soprattutto, chi l’ha scritta? Interrogativo che pone anche la deputata FdI Alice Buonguerrieri nel corso della seduta. Arcuri non nega che quel file sia riconducibile alla dottoressa Forte. Ma assicura di avere scritto di suo pugno la relazione. «Troverei peculiare che dopo sei anni di silenzio l’abbia elaborata qualcuno diverso da me», dice. A quel punto, la seduta viene sospesa. I lavori riprendono in serata. E Arcuri sceglie di ripartire da dove erano rimasti. Ovvero dalla relazione "sfuggita" dai suoi uffici e finita su Il Tempo prima che i commissari finissero di ascoltarla.

 

 

Invece di chiarire la questione, sceglie di attaccare Il Tempo: «Io sono più indignato di voi - scandisce -. Aggiungo alla vostra indignazione la mia perché immaginare che qualcuno possa divulgare i contenuti dell’audizione proprio a quell’organo di stampa mi lascia leggermente indignato». Insomma, per Arcuri il problema è il quotidiano che ha pubblicato il file, non il fatto che il suo non fosse un documento inedito e qualcun altro lo avesse già letto e magari condiviso. Quindi, alla fine, tutta questa vicenda lascia aperti degli interrogativi. È Fratelli d’Italia a chiedere di fare chiarezza. Buonguerrieri vuole sapere se la relazione sia stata redatta davvero da un soggetto terzo. E soprattutto, «con chi Arcuri l’abbia concordata e condivisa». Mentre i capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan ritengono che «serva un approfondimento delle Camere», perché «lo strumento testimoniale deve presentare caratteristiche di originalità e genuinità. Ed è ancora più grave è il fatto che il file in questione risulti creato da un soggetto già collaboratore di Arcuri e audito in questa Commissione d’inchiesta».