sceneggiata alla camera

Caso Delmastro, le chat negate ai pm infiammano le Camere. La gazzara del M5S

Luigi Frasca

La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha deciso per il no al sequestro delle chat fra il deputato di Fratelli d'Italia ed ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, e il ristoratore Mauro Caroccia: quest'ultimo, attualmente detenuto a seguito di un'inchiesta per intestazione fittizia di beni e ritenuto legato al clan di camorra Senese, è il padre di Miriam, ex socia di Delmastro nel ristorante Bisteccherie d'Italia. La decisione della giunta ha scatenato una bagarre a Palazzo Madama, di cui sono stati protagonisti i senatori del M5S. "Oggi per noi i lavori finiscono qui", ha detto il capogruppo del Movimento, Luca Pirondini. Dopodiché i pentastellati hanno occupato i banchi del governo e mostrato cartelli con la scritta "Fuori le chat".

 

  

 

Gli animi si sono accesi. Il senatore di Fratelli d'Italia, Roberto Menia, come si vede in un filmato, ha strappato dalle mani di Pirondini uno di questi cartelli proprio nei pressi dei banchi del governo. Episodio a cui ha fatto seguito un battibecco tra i due con alcuni senatori che si sono frapposti per evitare che venissero a contatto. "Vergogna, vergogna" sono stati i cori partiti dagli scranni prima che la seduta venisse sospesa per alcuni minuti. Alla ripresa dei lavori, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha sottolineato: "Avremo occasione in un'apposita riunione dei capigruppo di commentare questo evento che, per carità, fa parte delle dinamiche parlamentari, non le migliori". Poi rivolto a un altro parlamentare di lungo corso come Pier Ferdinando Casini, ha aggiunto: "Ma ne abbiamo viste, vero presidente Casini? Di peggio, hai ragione. La ripetizione, però, non migliora il giudizio".

 

 

A scatenare la protesta del M5S è stato il voto in Giunta delle autorizzazioni a Montecitorio sulla relazione presentata dal deputato Pietro Pittalis (FI) a proposito della richiesta della procura di Roma di utilizzare le chat fra Delmastro e Caroccia. La maggioranza ha votato a favore, il centrosinistra in maniera contraria. Un coro di critiche si è sollevato dalle opposizioni, che hanno messo nel mirino anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "È incredibile. Il Parlamento in giunta per le autorizzazioni a procedere ha scudato Delmastro di Fratelli d'Italia", le parole di Giuseppe Conte in un video sui social. "Vi ricordate Delmastro? È quello della Bischetteria, quello che aveva istituito una società per fare affari con i familiari del prestanome del clan Senese. La Procura di Roma per proseguire alle indagini - ha aggiunto - voleva acquisire le chat di Delmastro e del prestanome del clan Senese. Eppure il centrodestra di Meloni ha detto no. Cosa hanno da nascondere? È possibile che arrivino fino al punto di ostacolare le indagini della Procura quando c'è di mezzo un clan mafioso? Ci facciano almeno una cortesia, la smettano di parlare di legalità, di trasparenza, la smettano di dire che la loro azione politica si ispira alle idee e al pensiero di Borsellino. Dopo il salvataggio di Santanché, avete perso un'altra volta la faccia. Vi aspettiamo in Aula su questa vergognosa decisione. Vi daremo battaglia. Fuori le chat".

 

 

Per Angelo Bonelli di Avs, "la casta degli intoccabili meloniana si salva ancora una volta da sola". E l'altro leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, sbotta: "La solita destra. Ma di cosa avete paura? Cosa nascondete?". Secondo il dem Matteo Orfini, "è l'ennesima conferma di come questa maggioranza intenda l'uso delle istituzioni: uno scudo protettivo riservato esclusivamente ai propri dirigenti di parti... no, scusami, di partito".