nel campo largo
Il derby rusticano Elly-Conte: divisi su tutto, alleati per forza
La partita è iniziata da mesi. Non è Squid Game, ma la logica sembrala stessa: resistere, colpire, restare in piedi mentre l’avversario frana. Ogni mossa è calcolata, ogni alleanza può ribaltarsi da un momento all’altro, ogni dichiarazione diventa un’arma contundente per stendere l’altro. O più letteralmente stremarlo, portarlo alla resa. É il derby rusticano tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, divisi su tutto ma alleati per forza.
È un duello senza tregua, fatto di strategie, sospetti e continui colpi di scena. Magistrale il capitolo sulle primarie che diventano prima il feticcio della segretaria Pd, poi del camaleonte 5 stelle. Fino all’ultimo ribaltamento: lei torna a spingere, lui fa capire che è meglio affidarsi al caminetto.
«O faremo l'accordo a chi prende un voto in più, oppure alla forza politica che ha più consenso, oppure faremo delle primarie, a cui mi sono già detta disponibile», ha declinato ieri la segretaria in diretta su Sky, togliendogli la terra sotto i piedi.
Sulla stessa emittente, lui risponde a muso duro: «A chi dice di scegliere il segretario del partito con più voti, dico non l'abbiamo mai fatto per le regionali perché si cerca quello più competitivo». Come dire: toglitelo dalla testa.
Un botta e risposta senza esclusione di colpi: chi rallenta rischia di essere travolto. Il modulo di gioco a tratti è chiaro: l’inquilina del Nazareno cerca di ritoccarsi l’immagine e fa sapere di studiare da premier, l’avvocato di VolturaraAppula punta tutto sulla popolarità e sull’esperienza, per tornare a Palazzo Chigi affidatemi a me che conosco la strada, è il sottotraccia.
La segretaria, sempre su Sky, apre le porte del campo largo, che l’ex presidente del Consiglio, vorrebbe chiudere: «L’alleanza progressista che governa già in alcune regioni sta facendo bene, da lì non si restringe ma se mai si allarga». Un messaggio diretto: Matteo Renzi è dentro, non provare a fare altri veti.
Poi tarocca le date dell’accordo sul programma: «Da settembre costruiremo l’alternativa». Peccato che via di Campo Marzio, il giorno prima, abbia già messo le bandierine: «Il 19 e 20 settembre saremo a Milano con Nova, sarà pronto il progetto di governo scritto con i cittadini». In pratica le priorità che gli alleati dovranno trangugiare: così è, se vi pare. Se settembre è già opzionato, del programma verosimilmente se ne riparlerà in ottobre, alle porte di primarie che sembrano sempre più inevitabili.
Ogni tanto, però, i due leader devono concedersi una sosta, per una photo opportunity a favore di telecamere. Così domani, in piazza del Gesù a Napoli, gli sfidanti, accompagnati dal duo Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, dovranno dare il via alla recita corale sull’unità: siamo una comunità politica. Sottotitolo: baci, abbracci e perfidie.
Il bis è previsto a Padova la prossima settimana, il 15 luglio. Già la scelta del capoluogo campano, fiore all’occhiello dei pentastellati che esibiscono il governatore Roberto Fico, racconta quanto pesi la volontà del movimento sulla coalizione in fieri. Il Vesuvio in effetti è il modello perfetto: i 5 stelle governano, il Pd porta i voti.
Un rapporto di sudditanza che il camaleonte vuole esportare in ogni modo a Roma. La nuova stagione dello Squid Game del campo largo deve ancora entrare nel vivo. Per mesi Schlein e Conte hanno recitato contro voglia la parte dei compagni di viaggio. In autunno dovranno scegliere quella dei concorrenti. Il trailer è già definito: nemici intimi fino alla fine. Il patto del pugnale.