“vogliono salvare conte”

Covid, i grillini fanno scudo all’uomo mascherato Conte. M5S contro l’audizione di Bignami

Alessio Buzzelli

La commissione Covid si conferma ormai come il principale terreno di scontro politico, almeno per le opposizioni, ormai a corto di argomenti, e segnatamente per quella a 5 Stelle, che ancora una volta alza gli scudi tra le porte chiuse dell’ufficio di presidenza piuttosto che nelle sedute pubbliche, dove parole e azioni avrebbero un peso ben diverso. Anche ieri, prima dell’audizione di Mauro Bonaretti, consigliere della Corte dei conti e già consulente della struttura commissariale, i commissari pentastellati pare abbiano riproposto il solito schema fatto di polemiche, teoremi e «ostacoli», tanto da far slittare l’inizio della seduta di oltre un’ora. Al centro della bagarre, questa volta, pare ci siano state due questioni: l’audizione di Galeazzo Bignami e la possibilità che magistrati e ufficiali raccolgano testimonianze in luoghi diversi dalla commissione (cosa che è nelle facoltà della commissione e già accaduta in molti altri casi). Bignami, commissario a sua volta, si è dimesso pochi giorni fa dal suo ruolo proprio per farsi audire, facendo così ciò che per molto è stato chiesto invano a Giuseppe Conte; circostanza, questa, che da sola potrebbe spiegare i malumori grillini: cercare di bloccare l’audizione di Bignami per evitare quella dell’ex premier.

 

  

 

«Ringrazio sentitamente i rappresentanti del M5S in Commissione Covid che si stanno battendo come leoni perché io non venga sottoposto ad audizione», ha detto Bignami. «Capisco che il livello di disperazione dei grillini è tale per cui pur di evitare che Giuseppe Conte sia sentito sono pronti a difendere la maggioranza, sostenendo che io non debba essere audito - ha proseguito -. Voglio rassicurare i colleghi dei Cinquestelle: non avendo nulla da nascondere e non avendo nulla di cui aver timore sono pronto ad andare in Commissione Covid per riferire sulle attività di verifica e controllo svolte in quel periodo, affinché sia fatta verità e trasparenza su uno dei periodi più cupi della nostra storia repubblicana».

 

 

Sull’altro aspetto è invece intervenuta Alice Buonguerrieri, che ha spiegato come «la commissione Covid» continui «a rappresentare una cartina di tornasole dell'ipocrisia della sinistra». Mettendo poi alla berlina tutte le contraddizioni delle opposizioni: «se pubblicamente, infatti, gli esponenti di Pd e M5s non perdono occasione per proclamarsi paladini delle istituzioni, concretamente esprimono l'esatto opposto». Per poi svelare quanto accaduto in Ufficio di presidenza, dove «hanno ostacolato i lavori» attraverso «un continuo esercizio di insulti e dileggio verso il presidente della commissione Marco Lisei, verso Fratelli d'Italia e verso la stampa libera». Tanto da opporsi, ha proseguito Buonguerrieri, «alla possibilità che magistrati e ufficiali della Guardia di finanza facciano escussioni testimoniali, prerogativa delle attività istruttorie» e annunciando addirittura «un ricorso in Procura».