spalle al muro
Conte perde la testa e attacca Il Tempo. Ma vada in Commissione a rispondere
Una reazione scomposta che, se fossimo in un campo di calcio, sembrerebbe il classico rinvio in tribuna da parte di un giocatore evidentemente messo alle strette. È quella di Giuseppe Conte dopo la nota dei presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, arrivata in seguito all'appello de Il Tempo rilanciato da tanti parlamentari tra cui i capigruppo di FdI, sulla tentata fuga dalle audizioni delle commissioni parlamentari. Parliamo dei casi legati proprio al leader del Movimento 5 Stelle, nell'ambito della Commissione Covid, e degli ex pm Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato in Antimafia. Una vittoria della trasparenza e del buon senso, oltre che del nostro quotidiano, che trova la rabbiosa e contraddittoria reazione di Conte.
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"Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5s e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan - si legge nella nota odierna di Conte, la classica arrampicata sugli specchi - Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo tre anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l'inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere". E ancora: "Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche a essere audito nella commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte - aggiunge -. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell'attesa che scatti la prescrizione. Ma un po' di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato?". "Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto", conclude Conte che per evitare di entrare nel merito della vicenda punta il dito su Santanchè e nulla più...
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