4 di Sera
4 di Sera, Kelany e l’affondo sulla sinistra: “Seconde generazioni? Politiche sconsiderate in passato”
Si discute del gesto di Salim El Koudri a Modena nella puntata di mercoledì 20 maggio di 4 di Sera, il talk show di Rete4 condotto da Paolo Del Debbio. Tra gli ospiti figura Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia, che dà un giudizio netto nei giorni successivi all’incidente nella città emiliana, soffermandosi in particolare sulla situazione delle seconde generazioni di islamici in Italia: “Il problema delle seconde generazioni esiste, purtroppo la sinistra nasconde come al solito la polvere sotto il tappeto, ma esiste. Esiste il problema di separatismo islamico, che purtroppo comincia a verificarsi anche nelle grandi periferie italiane, in cui in determinate enclave si applica la sharia e non si applica la legge dell'ordinamento. Questi sono ragazzi che crescono in Italia ma sono avulsi dal contesto, non si sentono italiani, non si sentono parte di questo territorio e pretendono di applicare una legge che non è quella dell’ordinamento. Noi siamo semplicemente nella coda di quello che è già successo in Europa con le banlieue francesi, quello che è successo in Nord Europa, quello che è successo anche in Gran Bretagna. In Italia ancora non siamo in quella situazione e dobbiamo interporci, dobbiamo assolutamente interporci a queste derive terribili”.
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“Se non si è creata integrazione adesso… - prosegue Kelany - L'integrazione come si vede non è una questione che si procura nell'immediato, nel breve periodo, l'integrazione si crea nel medio-lungo periodo, infatti questi sono ragazzi di seconda generazione che spesso vivono in Italia da 15 anni, 18 anni. Il problema viene da politiche sconsiderate precedenti che ha fatto credere che venire in Italia bastasse per considerarsi italiani, che potevi venire in Italia e poi non importava rispettare quelli che sono i nostri contesti valoriali, ordinamentali e culturali. Arrivano a giustificare addirittura le donne che portano il velo integrale pur di non scomodare il loro buonismo sull’immigrazione”.