fatwa pentastellata

Antimafia, Malan e Speranzon inchiodano il M5S: “Solidarietà a Il Tempo. Scarpinato dimettiti”

Tommaso Manni

Sale la tensione politica attorno al caso sollevato dalle inchieste de Il Tempo sulla commissione Antimafia e le manovre dei grillini. Nel mirino di Fratelli d'Italia finiscono i capigruppo del Movimento 5 Stelle e il senatore Roberto Scarpinato, mentre il tema della libertà di stampa torna al centro dello scontro. A dare il tono è Lucio Malan, presidente dei senatori FdI, che attacca duramente: "Ancor più vergognoso dell'intreccio tra Scarpinato e Natoli, con annesse volgarità riferite ai familiari di Paolo Borsellino, rivelate dall'inchiesta del quotidiano 'Il Tempo', è il trattamento riservato ai giornalisti di quel quotidiano, oltre a quelli de Il Giornale e di Libero, oggetto di gravissime accuse da parte dei capigruppo del Movimento 5 Stelle. Dato il loro costante uso strumentale della Costituzione, forse dimenticano che la libertà di stampa vale anche per chi riporta notizie per loro scomode. Piuttosto, il senatore Roberto Scarpinato faccia chiarezza su quanto sta emergendo dal lavoro della Commissione Antimafia sull'inchiesta Mafia e Appalti. Ai giornalisti ed alle redazioni dei quotidiani citati giunga la piena solidarietà dei senatori di Fratelli d'Italia".

 

  

 

La replica politica viene rilanciata pure da Raffaele Speranzon, che alza ulteriormente i toni e parla apertamente di attacco alla stampa: "La libertà di stampa è sacra e non sarà certo il Movimento 5 Stelle a decidere cosa pubblicano le redazioni. Solidarietà quindi ai giornalisti di Libero, Il Giornale e Il Tempo colpiti dalla fatwa pentastellata. Il giornalismo d'inchiesta è un valore che una democrazia matura come quella italiana deve difendere a spada tratta. Purtroppo ciò non accade con questa sinistra che protegge i giornalisti solo se sono amici del partito. Ed è vergognoso che se si chiedono chiarimenti sulla fosca vicenda Scarpinato, allora si finisca in un clima di tensione degno della Corea del Nord. Scarpinato si dimetta e si faccia audire dalla Commissione Antimafia”.