crisi energetica

Energia, Pichetto Fratin avverte: “Ets? Costi triplicati per gli italiani”. E dice no al gas russo

Gianni Di Capua

"Ogni previsione è azzardata: ieri sembrava che tutto andasse per il meglio, oggi il clima è peggiorato di nuovo", "sul gas fortunatamente siamo lontani dai prezzi di quattro anni fa. Il venir meno del venti per cento di petrolio a livello mondiale con la chiusura dello Stretto di Hormuz è invece un problema serio" e "per quanto riguarda la sicurezza dei nostri approvvigionamenti la premier sta facendo il possibile. È stata in Algeria, nel Golfo, ora andrà in Azerbaijan. Per fare scendere in modo stabile i prezzi dell'energia occorre una strategia di lungo periodo". Lo afferma, in una intervista a La Stampa, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

 

  

 

In merito all'ipotesi di non interrompere l'acquisto di gas russo, anche quello liquido, "la mia risposta è no, in linea con la valutazione che fa in questo momento l'Unione europea". Entrando nel dettaglio dei costi in bolletta, Pichetto Fratin chiarisce che "prima della guerra avevamo dato un segnale con l'abbassamento di quasi venti euro a megawatt/ora per le imprese. Abbiamo iniziato un confronto con Bruxelles per i meccanismi che riguardano il calcolo perverso di formazione dei prezzi: a determinarlo è per tutte le fonti di produzione quella più costosa, ovvero il termoelettrico ottenuto dal gas" poiché "il gas viene importato e paga una specie di sovrapprezzo in ossequio al meccanismo che penalizza le emissioni più inquinanti. Per farla breve, tre miliardi di euro di certificati Ets diventano quasi nove nelle bollette degli italiani".

 

 

Sul tema delle fonti alternative il ministro ribadisce che "la produzione da fotovoltaico, eolico e idroelettrico costa meno di quella ottenuta dal gas. Oggi i meccanismi di determinazione dei prezzi non ne tengono conto" e osserva che "se per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili, i prezzi calerebbero sensibilmente" ma per quanto riguarda lo sviluppo "andrei a chiederlo ai Cinque Stelle, che dicono di voler esclusivamente energia da sole e vento, salvo scoprire che nelle Regioni in cui governano vengono bloccate le autorizzazioni". Sugli oneri passati ammette che "è stato utile, ma ci sono costati carissimi. In gran parte quegli oneri verranno meno nel 2030: sono sei-sette miliardi. Io avrei voluto spalmare quegli oneri su più anni, ma alcuni vincoli contabili europei lo hanno impedito". Inoltre Pichetto Fratin auspica che sulla legge sul nucleare il Parlamento intervenga "prima della pausa estiva, poi sarà mia responsabilità definire i decreti attuativi entro fine anno" stimando che la prima centrale si vedrà "entro il 2035" e che per il 2050 "il 20 per cento potrebbe essere un buon risultato", "un piccolo reattore da 300 megawatt di potenza occupa circa mille metri quadrati, cinque ettari se consideriamo la zona di sicurezza. Un impianto con la stessa capacità di produzione da fotovoltaico occupa 2500 ettari. La scelta è fra dare un futuro ai nostri figli e restare uno dei Paesi più avanzati al mondo, oppure no. Solo la gestione dei data center vale un aumento dei consumi del dieci per cento. Secondo alcune stime la domanda di energia nel 2050 potrebbe essere il doppio di oggi. Lei vede alternative? Sono sicuro che questa consapevolezza ci sia soprattutto fra i più giovani".