EMERGENZA SICUREZZA

Migranti, è allarme per i reati violenti. Piantedosi a Giani: “Ora un Cpr”

Gianni Di Capua

I reati commessi dagli stranieri in proporzione hanno un’alta incidenza rispetto alla popolazione. Così il Viminale ha deciso di intervenire anche con la creazione di nuovi centri per i rimpatri. Uno di questi andrà costruito in Toscana. Tanto che l’area individuata per la struttura sarebbe in provincia di Massa-Carrara, più precisamente nel Comune di Aulla. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo avrebbe comunicato l’altro ieri al governatore della Toscana, Eugenio Giani, specificando che nella zona, ritenuta idonea a ospitare il Cpr, sono in corso le necessarie verifiche di fattibilità. Più volte il titolare del Viminale ha pubblicamente sostenuto che per aumentare il numero dei rimpatri è necessario assicurare la presenza di almeno un Cpr in ogni Regione. A compensazione della presenza del nuovo Cpr, nella zona di riferimento il ministero valuterà l’alleggerimento delle presenze dei Cas (Centri accoglienza straordinaria), su modello di quanto già proposto altrove.

 

  

 

In un quadro segnato dal calo dei delitti in Toscana, passati da 171mila del 2024 a 165mila del 2025, al Viminale si è ritenuto di intervenire su un territorio in cui si registra una particolare incidenza di reati commessi da stranieri: secondo report del ministero dell'Interno, la delittuosità riferibile agli immigrati, nel 2025 si attesta al 45%, ovvero su 100 arrestati o denunciati, 45 sono stranieri. Quanto ai dati sui rimpatri, nei primi tre mesi del 2026 hanno superato quota 2mila, in aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'anno scorso complessivamente i rimpatri hanno toccato quota 6.672. Ieri Piantedosi è intervenuto anche al question time alla Camera per illustrare quale sia l’andamento dei reati in Italia. «Non posso non partire smentendo categoricamente che i dati statistici sulla delittuosità nel nostro Paese facciano registrare l’andamento preoccupante paventato dagli interroganti (nello specifico i deputati di Italia Viva, ndr), che sciorinano dati senza peraltro fare alcun riferimento a rilevazioni ufficiali. Confermo quanto ho già detto di recente pubblicamente: nel 2025 i delitti sono calati complessivamente di oltre il 2% rispetto al 2024. Se guardiamo ai reati di maggior allarme sociale i numeri raccontano risultati ancora più positivi: -15% gli omicidi volontari, il dato più basso dell'ultimo decennio, -6% i furti e -4% le rapine».

 

 

Il ministro dell’Interno poi ha aggiunto: «Onorevole Boschi sono statistiche ufficiali e non gli "indicatori parziali" a cui lei fa riferimento. Se poi volessi farne anch’io oggetto di polemica politica, per offrire un termine di paragone concreto le direi che in anni passati, sotto governi di altro colore politico, ad esempio dal 2013 al 2018, i reati erano in media superiori dell’11% per cento rispetto a quelli commessi nel 2025, e gli omicidi addirittura più alti del 53%. Sottolineo: sono dati Istat non affermazioni teoriche». Quella di ieri è stata anche l’occasione per parlare dell’omicidio di Massa, in cui ha perso la vita Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso la sera dell’11 aprile sotto gli occhi del figlio undicenne e della compagna Sara Tognocchi. «Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi - ha concluso Piantedosi -. Il Governo ha posto la massima attenzione a questi temi».