Forza Italia, vertice Marina Berlusconi-Tajani per il rinnovamento del partito
Tutto congelato fino alla prossima settimana. Si terrà con ogni probabilità dopo Pasqua - come confermano diverse fonti parlamentari - il vertice tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani, per fissare la rotta che Forza Italia dovrà seguire nell'immediato futuro, dopo la sconfitta al referendum e il redde rationem interno che ha portato, tra l'altro, alle dimissioni del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri. La presidente di Fininvest sta proseguendo intanto il suo giro di 'consultazioni': ieri ha visto il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, oggi il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Nulla filtra ufficialmente, ma i rumors di palazzo confermano che la figlia del Cav è determinata ad andare avanti e a "tirare dritto" sulla via del rinnovamento nei volti e sui temi.
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Rinnovamento che potrebbe portare alla sostituzione del capogruppo anche a Montecitorio, dove la posizione di Paolo Barelli resterebbe in bilico nonostante tutti si premurino di smentire il cambio. Quella a palazzo Madama è stata "un'iniziativa dei senatori, un cambio per rilanciare il gruppo. Non c'è nessuna raccolta firme alla Camera", assicura il deputato azzurro Alessandro Cattaneo, mentre lo stesso Zangrillo ritiene che oggi non "ci sia la necessità di un avvicendamento alla Camera. Credo piuttosto che ci sia la necessità di dialogare di più. Antonio Tajani lo sta facendo con le segreterie nazionali, gli stessi congressi sono ispirati a questa logica", spiega il ministro, che blinda anche il ruolo del segretario: "Antonio Tajani è il nostro indiscusso leader. Lui ci accompagnerà alle elezioni politiche del 2027 e noi dovremo accompagnarlo, cercando di realizzare l'obiettivo che si è dato: arrivare al 20%. Non ho mai sentito che Antonio Tajani fosse in discussione".
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Sul tavolo però c'è anche il tema dei congressi regionali che accompagneranno il partito verso il congresso nazionale che eleggerà il nuovo leader. Annunciati da Tajani per rilanciare l'azione di Forza Italia dopo la disfatta elettorale su una riforma identitaria come quella sulla giustizia, sono stati bocciati da un'ala del movimento azzurro che annovera al suo interno, tra gli altri, il governatore della Calabria Roberto Occhiuto e la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli. E la stessa Marina Berlusconi - viene riferito - potrebbe chiedere al segretario di congelarli e rinviarli a un secondo momento. "Dopo la sconfitta al referendum serve una riflessione", osserva ancora Cattaneo, per "dare una spinta diversa e non credo che il rilancio parta dai congressi regionali. Bisogna ripartire dai temi, poi si faranno i congressi".
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