Senato, “Dux” nella password del Wi-Fi? È solo l'ultima strumentalizzazione della sinistra
Un cartello comparso nelle sale del Palazzo Madama, sede del Senato, ha innescato l’ennesima polemica politica durante una riunione delle commissioni parlamentari sull’ambiente alla presenza del commissario europeo Wopke Hoekstra. Al centro delle proteste, una password della rete Wi-Fi istituzionale contenente la sequenza “Dux”, subito trasformata da alcuni esponenti dell’opposizione in un caso politico dopo un articolo di Repubblica a riguardo. Un dettaglio tecnico, inserito in una stringa alfanumerica più ampia, è bastato per scatenare accuse e richiami alla memoria storica, in un clima che ancora una volta ha visto prevalere l’indignazione preventiva sulla verifica dei fatti.
Gli ex Dc e il patto per Gabrielli. Così si spaccano i centristi del Pd
A guidare l’attacco sono stati il senatore del Pd Dario Parrini e il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, che hanno parlato rispettivamente di “cattivo gusto” e di episodio “grave”, evocando addirittura un presunto sdoganamento di certi riferimenti con l’attuale maggioranza. Dichiarazioni che però si scontrano con la realtà tecnica dei fatti, rapidamente chiarita dagli uffici di Palazzo Madama.
Il cerchio si stringe. Il caso Salis arriva fino al «Viminale» tedesco
Secondo quanto trapela infatti dal Senato, le password delle reti di servizio vengono generate automaticamente da un software che combina lettere e numeri in modo del tutto casuale. Nessuna scelta politica, nessun messaggio occulto: solo una coincidenza trasformata in caso mediatico. Un chiarimento che di fatto smonta la polemica e lascia emergere l’ennesima strumentalizzazione, con accuse partite prima ancora di accertare come stessero realmente le cose.
Dai blog
Confessioni sulla pista da ballo. Così Madonna reinventa la dance music
Franco Califano, a 13 anni dalla morte spunta la canzone inedita
Il sogno segreto di Eddie Brock: "Un duetto con Vasco Rossi"