Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Terrorismo, Gasparri: «Chi oggi minimizza è la stessa sinistra che andava a trovare Cospito in carcere»

Edoardo Sirignano
  • a
  • a
  • a

«Quando il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, mise in evidenza la pericolosità del terrorismo anarchico, la sinistra prima lo aggredì e poi lo derise». A dirlo Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato. 

Dopo che, a Roma, due sodali di Cospito muoiono mentre preparano un ordigno, i compagni minimizzano. Perché?

«Non dimentichiamo che esponenti del Pd parlavano in carcere con lo stesso Cospito, a cui i due attentatori romani erano legati. Tutti ricordano la famosa visita della delegazione composta dall’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, dalla responsabile giustizia dem, Debora Serracchiani e dal senatore Walter Verini. Non mi sorprende, dunque, che quella stessa parte politica ora minimizzi».

Cosa sarebbe successo se a visitare Cospito sarebbero stati esponenti del centrodestra?

«Si sarebbe già gridato allo scandalo. Se ne sarebbe parlato per giorni».

Come bisognerebbe, intanto, comportarsi rispetto a questo nuovo rischio?

«Occorre prestare la massima attenzione su quelle frange estreme che ruotano intorno all’area antagonista e ad alcuni centri sociali. Non dimentichiamo che, il 28 marzo, Askatasuna annuncia una manifestazione a Roma».

In tal senso più di una semplice risposta è il decreto Sicurezza, che sarà discusso la prossima settimana?

«Inviterei a non sottovalutarlo. Mentre questa maggioranza chiede alla magistratura e alle forze dell’ordine di accendere un riflettore su una minaccia, dall’altra parte c’è chi scende in piazza con certi soggetti o peggio va a trovarli laddove stanno scontando la loro pena».

La storia, però, in tal senso, avrebbe dovuto lasciarci un insegnamento importante…

«Gli anni del terrorismo ci dicono che quest’area insurrezionalista attinge da quelle realtà che scendono in strada a martellare i poliziotti e bruciare i cassonetti. Difficilmente troverebbero adepti nelle caserme o nel doposcuola. Stiamo parlando di un legame naturale e fisiologico. Ecco perché non bisognerebbe mai scherzare con certi ambienti. Altrimenti non dobbiamo meravigliarci se, poi, ci troviamo nuove Torino. A proposito degli scontri nel capoluogo piemontese, non dimentichiamo che al momento della guerriglia urbana non c’erano parlamentari di maggioranza, ma esponenti del partito di Fratoianni. Sicuramente facevano parte dell’area pacifista, ma perché rischiare di trovarsi a condividere la piazza con certi soggetti?».

In che modo, dunque, si dovrebbero comportare i progressisti?

«Dovrebbero innanzitutto scusarsi per la visita a Cospito e, poi, chiedere perdono a Piantendosi, il quale ha svolto solo il proprio dovere, avvertendoci rispetto a una possibile minaccia».

Una riflessione dovrebbe essere effettuata anche sulla tempistica nella quale gli anarchici stavano preparando l’ordigno. Non dimentichiamo che siamo nel giorno del referendum sulla giustizia…

«Parliamo di una galassia di sinistra molto estesa. C’è chi dice “no” con un atteggiamento democratico e chi, purtroppo, con le bombe».
 

Dai blog