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Referendum giustizia, il dato dell'affluenza alle 19. Quesito, voto e spoglio: cosa c'è da sapere

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È del 38,9% l'affluenza alle ore 19 nei 61.533 seggi allestiti in Italia per il referendum sulla giustizia. La regione con l'affluenza più alta è l'Emilia Romagna (46,29%), quella con il dato più basso la Sicilia (28,77%). La prossima rilevazione è prevista alle ore 23. A Roma il dato alle 19 è del 44 per cento. Secondo quanto riportato dal sito Eligendo, nella Regione Lazio l'affluenza è stata del 41,21 per cento. Nella città di Frosinone, il 40,09 per cento degli aventi dirittoè andato alle urne, a Latina il 41,45 per cento, a Rieti il 40,94 e a Viterbo il 43,19 per cento. A livello provinciale, a Roma l'affluenza è stata del 42,39 per cento, seguita dalla provincia di Viterbo (41,31 per cento), Rieti (38,84 per cento), Latina (37,59 per cento), e Frosinone (36,23 per cento). Per il referendum si vota oggi fino alle ore 23 e domani dalle 7 alle 15. Non è previsto quorum. Subito dopo la chiusura delle urne, lo spoglio.  

"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?", è il quesito che si trovano davanti gli elettori. Cosa prevede la riform? La legge prevede per i magistrati due carriere separate: una per i magistrati giudicanti e una per quelli requirenti, ciascuna con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura, ricorda il dossier sul sito del Viminale. "La riforma incide in modo diretto sugli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Carta costituzionale e introduce una distinzione formale e funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente. In altri termini, 'separazione delle carriere' significa che i giudici e i pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo, la magistratura ordinaria, e che condividevano il medesimo Consiglio Superiore della Magistratura, ora, con la riforma, avranno propri organi di autogoverno, autonomi e indipendenti: il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante, competente per i giudici; il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. Ognuno di questi organi sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una propria composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, mentre un terzo sarà formato da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento".

La riforma introduce anche un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, "che sarà composta da quindici giudici - ricorda il Viminale - scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, e che avrà il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza. In particolare, i quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare saranno: o tre giudici nominati dal Presidente della Repubblica, scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; o tre giudici estratti a sorte da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; o nove magistrati appartenenti: sei alla carriera giudicante, tre alla carriera requirente selezionati per sorteggio tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. La legge prevede anche l’elezione del presidente dell’Alta Corte disciplinare tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato".

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