Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Referendum giustizia, urne aperte: orari, quesito e l'assenza del quorum

Foto: Lapresse

Luigi Frasca
  • a
  • a
  • a

Si entra ufficialmente nella volata finale per il referendum sulla riforma della giustizia. Da questa mattina dalle 7 fino alle 23, e poi domani dalle 7 alle 15, i seggi sono aperti in migliaia di comuni da Nord a Sud, chiamando gli elettori a pronunciarsi su una consultazione che ha agitato le ultime settimane della politica nazionale. Con il quorum non richiesto per la validità, l’elemento chiave della consultazione resta l’affluenza alle urne, variabile imprevedibile che alcuni analisti considerano persino più decisiva del giudizio sul merito della riforma stessa. Per accedere alla cabina elettorale, ogni cittadino, comunque, dovrà portare con sè la tessera elettorale personale e un qualsiasi documento di riconoscimento valido, come carta di identità, patente o passaporto. In assenza di ciò, l’identificazione può avvenire anche per conoscenza diretta da parte di uno dei componenti del seggio, oppure tramite l’attestazione di un altro elettore del comune, noto al seggio, che ne confermi l’identità. Se gli spazi per i timbri (18 in totale) della tessera elettorale sono esauriti, o in caso di smarrimento o deterioramento, l'elettore può richiedere un duplicato presso l’ufficio elettorale del proprio comune.

Sia nella giornata odierna che domattina, gli uffici municipali predisporranno aperture straordinarie. Per il rilascio delle tessere elettorali, ad esempio, il Comune di Roma, offrirà un servizio extra della Direzione Servizi Elettorali di via Luigi Petroselli 50 e dei vari Municipi. Una volta identificato e registrato presso il proprio seggio di appartenenza, dunque, l’elettore sarà dotato di matita copiativa e scheda. Il voto si esprimerà tracciando un segno (solitamente una croce) su una delle due caselle prestampate. Le opzioni saranno due. "Sì" se si intende approvare la riforma voluta dal ministro, rendendo effettive le modifiche agli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione. "No", invece, se si intende respingere la legge di revisione costituzionale, mantenendo l'attuale ordinamento della magistratura e le funzioni unificate del Consiglio Superiore della Magistratura.

Sono chiamati alle urne per confermare o meno la riforma della giustizia che introduce, tra l'altro, la separazione delle carriere dei magistrati, 51 milioni di italiani. Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall'articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l'affluenza e l'esito esclusivamente dai voti validamente espressi.

Dai blog