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Meloni al Pulp Podcast fa impazzire la sinistra. Fedez: "Schlein e Conte invitati ma ci hanno ignorato"

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- "L'Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell'Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation". Sono parole che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, cha detto a Pulp Podcast con Fedez e Mr.Marra, che andrà in onda giovedì alle 13. "Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci", aggiunge Meloni, che ha poi parlato del rapporto tra Europa e Stati Uniti e degli investimenti per la difesa comunitaria: "Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis", ha specificato Meloni, ricordando che "per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l'energia e dalla Cina per le materie prime".

 

L'intervista della premier nel webshow fa discutere, tanto che gli stessi Fedez e Mr Marra si rivolgono in modo polemico a chi contesta la presenza della premier a pochi giorni dal referendum sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. "Abbiamo proposto a tutti i partiti italiani spazio per il confronto. Quelli che non avete visto hanno scelto di ignorarci. Ora non piangete", scrivono i due in un post in cui  vengono mostrati gli screenshot delle email con la proposta di partecipazione a Pulp Podcast inviate a Elly Schlein, segretaria del Pd, e Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. In passato, Pulp Podcast ha ospitato numerosi esponenti della politica - sostanzialmente di tutti i partiti - per interviste e discussioni su un ampio ventaglio di temi. Nel promo, vengono mostrate alcune domande poste nell'intervista? "La nostra politica estera non è troppo subalterna agli Stati Uniti?", "Ci può spiegare come funzionerebbe l'alta corte?", "Su cosa siamo indipendenti?".

 

Tra le risposte della premier: al referendum sulla giustizia "non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema". Secondo la premier, il referendum rischia di essere utilizzato come strumento di mobilitazione politica invece che come occasione per affrontare i problemi strutturali della giustizia italiana: "Il fronte del 'no' sta cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perché ha difficoltà a contestare nel merito la riforma", ha osservato. 

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