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Referendum: piazze, gazebo e polemiche. Partiti e comitati pronti al rush finale

Foto: Lapresse 

Angela Bruni
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Piazze, gazebo, volantini; ma anche meme, reel a supporto dell'una o dell'altra tesi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Partiti e comitati elettorali si preparano al tutto per tutto. I piddini Elly Schlein e Stefano Bonaccini scelgono di giocare 'in casa', a Bologna, l'ultima domenica a disposizione. "Voglio rispondere al ministro Nordio: noi vinceremo questo referendum e poi vinceremo le elezioni politiche, andremo al governo e vogliamo essere controllati, perché in democrazia funziona così. Andiamo a votare No al referendum del 22 marzo e poi andremo l'anno prossimo a vincere le elezioni politiche ea cambiare questo Paese", dice sicura la leader del Partito democratico. Il presidente dem concorda: "Mancano pochi giorni. Serve una grande mobilitazione perché credevano di stravincere. Abbiamo l'opportunità di potercela fare, sarebbe un grande segnale". I leader delle opposizioni saranno insieme mercoledì 18 in piazza del Popolo, a Roma, per la manifestazione di chiusura della campagna del Comitato 'Società Civile per il No nel referendum costituzionale'. Dal palco interverranno, oltre al presidente Giovanni Bachelet, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che però  tanto sicuro di vincee non e, visto che mette in guardia dall'astensione. La "fuga dalle urne" potrebbe colpire, e non poco, a sinistra. 

Venerdì sera al Teatro Parenti - lo stesso scelto la settimana scorsa da Giorgia Meloni - ci saranno i 'Progressisti per il Sì', comitato dall'anima di centrosinistra ma impegnato per l'approvazione della riforma Nordio. Un "bomba" pronta a far deflagrazione i sogni di di Elly. Il Comitato nazionale Sì Riforma lavora a un evento di chiusura venerdì a Roma insieme a tutti gli altri Comitati del Sì. Fratelli d'Italia concluderà la campagna refetedaria giovedì 19. La location scelta, anche in questo caso, è il palazzo dei Congressi dell'Eur. Sarà il segreterio responsabile del partito e sorella della premier (che in quelle ore sarà impegnata a Bruxelles per il Consiglio europeo) Arianna Meloni a introdurre i lavori che prevedono gli interventi, tra gli altri, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dell'ex vicepresidente della Corte Costituzionale Nicolò Zanon, della presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, e dell'ex pm di Mani Pulito Antonio Di Pietro. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio dovrebbe invece chiudere la campagna tra Padova e Venezia. Non ci sarà un'iniziativa finale per Forza Italia: parlamentari e dirigenti, viene spiegato, continueranno a "stare in modo capillare sul territorio, con iniziative nei mercati e nelle zone popolari", attivando "tutti gli strumenti per arrivare il più vicino possibile alle case degli elettori".

Gazebo in tutta Italia anche per la Lega, già da questo weekend. Matteo Salvini si mostra ottimista: "Dicono che Correggio (Reggio Emilia) sia 'rossa', ma stamattina alla Fiera di San Giuseppe ho trovato un'accoglienza straordinaria! Volantini esauriti, ragazzi che chiedevano adesivi e braccialetti, signore che chiedevano informazioni sul referendum, tante foto, strette di mano e sorrisi", scrive sui social media postando una foto che lo ritrae insieme ai militanti che mostrano i volantini 'Io voto Sì'. Non solo piazze e periferie, però. Anche sul web lo scontro si accende e non mancano le polemiche. FdI punta il dito contro il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli colpevole di aver rilanciato sui i suoi canali sociali la premier Giorgia Meloni ritratta in un ospedale psichiatrico, con la camicia di forza. "Non è satira né critica politica. È semplicemente linguaggio da hater. E sorprende ancora di più quando a usarlo è un parlamentare della Repubblica", accusa il deputato di Fratelli d'Italia Antonio Baldelli. "Lo ritiri immediatamente e chieda scusa. Siamo di fronte a un gesto inaccettabile che nulla ha a che vedere con la critica politica, ma che va oltre.Il classico linguaggio d'odio tipico di un leone da tastiera ma stavolta in giacca e cravatta, e quello che è più grave da un parlamentare della Repubblica", gli fa eco la vicecapogruppo alla Camera Augusta Montaruli.

Attacca invece una vignetta utilizzata dalla Camera Penale di Cosenza il Comitato Giusto Dire No. "Per com'è stata congegnata rappresenta il paradigma della legge Nordio attraverso un'ascia che taglia in due il corpo di un magistrato - denuncia il presidente Antonio Diella - Non che rappresentare un magistrato fatto a pezzi sia satira, considera che sia l'utilizzo di un linguaggio violento, che inquina il dibattito referendario nel presente e che corre il rischio di inquinare a lungo il rapporto tra le istituzioni di questo Paese, a prescindere dall'esito del voto. Ci auguriamo che non si debba aspettare una settimana prima di ricevere una presa di distanza da parte dei sostenitori del sì e, soprattutto, che questa presa di distanza arriva. Almeno in questo caso", concludono. E di "cattivi maestri" a sinistra parla pure Forza Italia dopo che nel corteo per il No al referendum una fotografia con la premier Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio estate data alle fiamme. Dimostrando che la sinistra non ha ormai più argomenti per controbattere ma soltanto odio da spargere.

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