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Governo, rivendicazione di Arianna Meloni: “Una fortuna avere Giorgia”. E inchioda la sinistra

Gianni Di Capua

"È una fortuna che alla guida di questa nazione ci sia Giorgia Meloni, che ha già dimostrato di saper guidare l'Italia con autorevolezza ed equilibrio, con un ruolo riconosciuto nel consesso europeo e mondiale". È quanto afferma Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia e sorella della presidente del Consiglio, in un'intervista al Corriere della Sera, parlando di un momento politico "estremamente complesso" a livello internazionale. "Cosa avrebbero fatto i leader dell'opposizione al posto suo, in tre anni e mezzo così instabili? Ma a questa domanda non rispondono mai", osserva.

 

  

 

Cosa faranno maggioranza ed esecutivo? "Quello che abbiamo sempre fatto. Quando il governo si insediò eravamo nel pieno di una crisi finanziaria: l'inflazione era al 12%, i prezzi alle pompe di benzina segnavano anche 2,3 euro, oggi sono arrivati a 1,6/1,8. Il governo intervenne scongiurando la speculazione". Oggi "è inaccettabile che le materie prime acquistate tre mesi fa, come il petrolio trasformato in carburante, oggi possano subire un'impennata al distributore. Già abbiamo varato un decreto bollette per ridurre il prezzo dell'energia, la premier ha dichiarato che è pronta ad aumentare le tasse alle aziende che speculano sulla crisi, per investire quei proventi abbassando il costo delle bollette". "Al prossimo Consiglio la premier proporrà di riformare il meccanismo Ets per distinguere il prezzo dell'energia prodotta da rinnovabili da quello delle non rinnovabili. Non è possibile che esista un sistema che, seppur nato per fini nobili, tassi alcuni produttori e determini ingiusti benefici per altri, penalizzando i cittadini", aggiunge.

 

 

"La postura del governo in politica estera è chiara: siamo schierati per la difesa degli interessi nazionali, dell'Europa e dell'Occidente. C'è un denominatore comune tra questi mondi e il governo è impegnato per tenerli insieme, anche se la politica internazionale è complessa", sottolinea. Cioè si può essere amici con Donald Trump, ma meno quando con Benjamin Netanyahu attacca l'Iran? "Non è questione di simpatie. Qui c'è un presidente eletto di un Paese da sempre amico come gli Usa. C'è un leader israeliano che reagisce a chi, come l'Iran, ha come obiettivo la distruzione del suo Paese, e alimenta il terrorismo. La realtà è questa". Secondo Meloni con l'Iran "serve una de-escalation. Nella giornata delle Donne, l'8 marzo, il mio cuore è con le ragazze eroiche che in Iran lottano per la libertà, che noi diamo per scontata, scendendo in piazza e subendo violenze fino alla morte".