Iran, Meloni: “Governo al lavoro per tutelare la sicurezza degli italiani”
“Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani". Lo scrive sui social network il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a proposito della guerra di Israele e Stati Uniti all'Iran. "L’Italia - assicura la premier - continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere". Come si apprende da una nota diffusa da Palazzo Chigi, Meloni ha chiamato il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan per esprimergli solidarietà e vicinanza a due giorni dal lancio del missile dall'Iran, abbattuto dalla Nato, che ha violato lo spazio aereo turco. “I due presidenti - si legge nel comunicato - hanno quindi avuto uno scambio sull’evoluzione della situazione regionale, anche sulla base dei contatti tenuti negli scorsi giorni dal Presidente Meloni con i diversi attori mediorientali, e sull’impatto a livello globale della crisi. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto"
Gli italiani rimpatriati
Intanto procedono i rimpatri dei cittadini italiani rimasti bloccati nei Paesi del Golfo, dopo l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Ad oggi sono stati rimpatriati oltre 10.000 italiani con diversi voli partiti da Dubai e Abu Dhabi. Alcuni gruppi sono rientrati con voli charter organizzati dal governo, altri con voli commerciali riprogrammati o mediante trasferimenti via terra verso l’Oman, da dove sono stati poi imbarcati su aerei diretti in Italia. La task force della Farnesina si è attivata per assistere, tra rientri e supporto logistico, tutti gli italiani che si trovano all’estero. “C'è una situazione di pericolosità, molto complicata" e "con uno sforzo governativo enorme" si sta "facendo tutto il possibile per riportare in patria gli italiani", ma "ce ne sono 100 mila coinvolti da questa situazione di guerra nel Golfo o in altre parti del mondo”, ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio Globo. “Questa notte - ha proseguito il vice premier - abbiamo portato 50 italiani fuori da Teheran e abbiamo fatto bene perché stanno bombardando Teheran. Sono talmente tante le persone da far partire" che "stiamo incrementando i voli usando i voli militari". Il ministro ha spiegato anche che si sta lavorando per inviare "i medicinali" alle persone che ne hanno bisogno, citando in particolare il caso di alcuni italiani "cardiopatici che sono alle Maldive" e che hanno finito i farmaci. Nella notte un volo della compagnia Neos ha riportato circa 320 italiani a Roma Fiumicino provenienti da Maldive, India e Sri Lanka.
Speculazioni sui biglietti aerei
Il conflitto in Medio Oriente ha comportato una serie di rincari immediati, come il rialzo dei prezzi dei carburanti, e dato seguito a una serie di speculazioni. Le agenzie dei jet privati, in assenza dei voli di linea, stanno proponendo soluzioni costosissime ai clienti per rientrare da Dubai. Come riporta Adnkronos, ci sono persone (ricchissime) che stanno viaggiando da Riyad verso le capitali europee a bordo di jet pagati circa 300 mila euro. Al di là del caso citato, che interessa una minoranza privilegiata, in linea generale il costo di un volo messo a disposizione da compagnie specializzate in voli privati, può costare migliaia di euro. Le cifre oscillano tra i 40.000 e gli 80.000 euro per due persone, a seconda del budget disponibile e della compagnia.
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