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Iran, l'Italia invia la fregata Martinengo a Cipro e chiude l'ambasciata a Teheran

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Foto: Ansa 

Andrea Riccardi
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Per gestire in maniera coordinata la crisi in Medio Oriente Giorgia Meloni ha sentito il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Nelle prossime ore e nei prossimi giorni saranno fondamentali un'intensa attività diplomatica e uno stretto coordinamento militare", fa sapere in una nota il numero 10 di Downing Street. I leader condannano gli attacchi dell'Iran, accolgono con favore la "competenza di primo piano nel campo dell'intercettazione dei droni che il presidente Volodymyr Zelensky ha offerto ai partner nella regione" e sottolineano "l'importanza di garantire che il sostegno all'Ucraina continui su larga scala".

Intanto Roma ha inviato a difesa di Cipro la fregata missilistica Federico Martinengo, nell'ambito dell'operazione per proteggere l'isola dagli attacchi iraniani in coordinamento con Spagna, Francia e Olanda. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribattuto all'Iran che "un attacco a un Paese europeo sarebbe gravissimo e inaccettabile" dopo che Teheran ha minacciato rappresaglie contro chi si unirà Usa e Israele. "Mi auguro che questo non accada mai", ha sottolineato Tajani. "Attaccare un Paese europeo in maniera forte sarebbe un atto gravissimo. Non è un caso che siano stati inviati da mezza Europa navi militari attorno all'isola di Cipro", ha spiegato. "Quindi non toccare l'Europa, ma non dovete toccare, cari amici iraniani, nessun altro Paese. Non è così che troverete un accordo, non è così che si costruisce la pace e la stabilità, non è così che il popolo iraniano potrà avere pace, benessere e crescita economica".

"Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente", ha conferma sui social network  la premier italiana, assicurando che il Governo è al lavoro "senza sosta", in contatto con gli alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei concittadini. "Stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti", ha spiegato Meloni, ribadendo che l'Italia "continuerà a fare la propria parte con responsabilità e determinazione". L'11 marzo, la presidente del Consiglio sarà in Parlamento per le comunicazioni sulla situazione internazionale. Per il momento la priorità è "proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti".

"Ieri sera sono usciti dall'Iran, e sono arrivati ​​in Azerbaigian, tutti i cittadini italiani che volevano lasciare il paese e con loro anche gli ultimi diplomatici e tutto il personale dell'ambasciata italiana", è intervenuto Tajani. "L'ambasciata resta temporaneamente chiusa a Teheran, ma aperta a Baku. Continuiamo ad avere un'ambasciata presso l'Iran che opererà però dalla capitale dell'Azerbaijan, quindi non c'è assolutamente un'interruzione delle relazioni diplomatiche, perché in questo momento noi crediamo che si debba continuare a parlare, il dialogo deve rimanere sempre aperto, il nostro obiettivo e quello di raggiungere nel tempo più rapido possibile la fine delle ostilità".

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