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Referendum, Di Pietro sbotta da Fazio: "Ecco perché il 50% degli imputati viene assolto"

Valerio Castro 
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"In dibattimento il 50 per cento delle volte" l'imputato viene assolto: "È questo il problema per cui, a mio avviso, bisogna dividere queste carriere". Antonio Di Pietro, ex magistrato e politico, simbolo di Mani Pulite, si confronta sulla riforma della giustizia con Gherardo Colombo - anche lui nel pool per Tangentopoli - nel salotto tv di Fabio Fazio. "Io non chiedo la divisione perché penso che il giudice e il pm siano d'accordo, ma lo faccio in nome e per conto di quei cittadini che entrano nelle aule di giustizia e sentono questo afflato, anche se si comportano correttamente i protagonisti", spiega Di Pietro a Che tempo che fa, sul Nove.

 

"Detto questo, sapete perché il 50% vengono assolti? Perché non ci dovevano nemmeno andare in dibattimento - argomenta l'ex pm -  Il problema non sta nel dibattimento, sta nell'indagine preliminare, perché in quella frazione c'è solo il giudice e il pubblico ministero" che cerca "chi ha commesso un reato. In quella fase, afferma Di Pietro, il gip che è terzo e indipendente spesso tende ad "assecondare le richieste" del pm sul "rinvio al giudizio e sulle misure cautelare", poi "si arriva in dibattimento e si assolve. Ma quelli che devono essere assolti nella maggior parte dei casi non devono neanche andarci in dibattimento, e ci vanno perché troppo spesso non è il pm che si comporta come un giudice, ma un giudice che si comporta come il pm. Allora dividiamo le carriere, che siamo tutti più sereni e siamo più tranquilli", osserva Di Pietro. Che conclude: "Quando c'è un imputato c'è anche una parte offesa, e il difensore non è solo dell'imputato, è anche della parte offesa, entrambi sentono il bisogno di sentire che l'arbitro non fa parte della squadra dei giocatori. Questa è la ragione, la sola ragione perché io voto sì a prescindere da tutte le calunnie e le diffamazioni che mi vengono dette da una parte e dall'altra per tirare acqua al proprio mulino". 

 

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