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Caso Pucci, Meloni attacca la sinistra: “Doppiopesismo insopportabile, su di noi tutto è lecito”

Foto: Lapresse

Luigi Frasca
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Parla di “doppiopesismo insopportabile” che, accusa, “è davvero la cifra della sinistra”. “La usano sempre. E non ci sto”: sono le parole che Giorgia Meloni affida a un colloquio con il Corriere della Sera a proposito del caso Andrea Pucci. La presidente del Consiglio racconta che “a stento sapevo chi fosse” ma, quanto alle accuse di sessismo anche verso Elly Schlein piovute sul comico che ha poi rinunciato alla co-conduzione di Sanremo, cita alcune vignette satiriche contro lei stessa e controbatte: “Parlano di sessismo, e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?”.

 

 

“Io sono, in generale, per tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato”, dice ancora Meloni. “Se al Festival avesse partecipato Pucci – riprende – secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato”. Principio che vale anche, rimarca, “per quelli che ci hanno sempre spiegato che la satira è sacra, ma ovviamente finché era contro di noi”, anche perché “noi, a differenza loro – rivendica – non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico”.

 

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