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Vannacci lascia la Lega: “Proseguo da solo”. Il generale ribelle fuori dal centrodestra e dai Patrioti

Giulio Belleri

Il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, lascia la Lega e lancia il movimento Futuro nazionale, del quale aveva depositato il simbolo la scorsa settimana. Una decisione accolta dallo stato maggiore del Carroccio come un esito inevitabile, dopo mesi di polemiche e malumori. L’atteso annuncio arriva via social: «Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori». La sua destra - spiega - è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare: «non è una sinistra sbiadita e un po' meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata». Un vero e proprio colpo al cuore per chi, fino a ieri, ha protetto il generale, ovvero il segretario della Lega. Matteo Salvini si dice «deluso e amareggiato» perché il suo partito aveva accolto «nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo». Il Carroccio, dunque, accosta Vannacci a Gianfranco Fini: «La storia si ripete». Fonti di via Bellerio fanno trapelare che «chi esce dal centrodestra aiuta la sinistra».

 

  

 

Nel consiglio federale del pomeriggio l’europarlamentare, poi, viene bollato come "traditore". Un big del partito come Luca Zaia, intanto, non si dice «sorpreso vista la lunga carriera che ha avuto in Lega, ovvero neanche un anno, che è la conferma che ha preso atto di essere un corpo estraneo. Probabilmente aveva un altro progetto, ma di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti perché Vannacci se ne va via». In ogni caso «abbiamo escluso un'alleanza con lui», taglia corto Salvini, visto che «ha preferito costruire un altro partito, dove non porterà sostanzialmente nessuno». Al momento, in effetti, non sono in molti i parlamentari accreditati per un passaggio in Futuro nazionale: tra questi ci sono i deputati leghisti Rossano Sasso, Domenico Furgiuele ed Edoardo Ziello, a i quali si aggiunge l'ex di FdI Emanuele Pozzolo, espulso dal partito di Giorgia Meloni dopo il caso dello sparo durante una festa a capodanno.

 

 

Vannacci che al momento resta europarlamentare - deve anche incassare la decisione del gruppo dei Patrioti a Bruxelles che decide l'espulsione perché «il suo abbandono della Lega» rende «la sua permanenza incompatibile con la struttura politica del gruppo». Al generale, pertanto, non resta che guardare ancora più a destra, al gruppo di Europa delle Nazioni sovrane, dove siede la tedesca Adf. Tornando in Italia, invece, escluso per ora un dialogo con la coalizione di governo. Alcuni rumors accostano il nuovo movimento a formazioni più estremiste come CasaPound, che però si affretta a precisare che «non farà parte del nuovo partito Futuro Nazionale». Insomma, il futuro (nazionale) di Vannacci sembra al momento costellato di incertezze. A far discutere, intanto, è la polemica sollevata da Matteo Renzi. «Per la prima volta da anni - tuona il leader di Italia Viva - la coalizione di destra si divide. Sbaglia chi sottovaluta il mondo più estremista che fa riferimento al generale. Quella è una fetta di Paese che ha votato Meloni e oggi è delusa perché Giorgia non garantisce la sicurezza e non abbassa le tasse». Repentina, però, la replica da via Bellerio. «In lui fiducia mal riposta. La Lega crescerà lo stesso».