il generale lascia la lega

Vannacci lascia la Lega, il post di Salvini: "Deluso e amareggiato"

Gianni Di Capua

"Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato". Così sui social Matteo Salvini commenta l'addio di Roberto Vannacci alla Lega. Il partito, spiega il vicepremier e leader del Carroccio, "aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità".

Il generale ha annunciato l'addio alla Lega sui social. Vannacci ha pubblicato su X un messaggio che di fatto sancisce la rottura con il Carroccio e apre una nuova fase del suo percorso politico. "Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale", scrive l'europarlamentare eletto nelle liste della Lega accompagnando il post con una serie di immagini e testi che assumono la forma di un manifesto politico. Il simbolo di Fn è stato registrato la scorsa settimana e ormai la strada per un nuovo partito sembra segnata.

  

 

Un addio che lascia amarezza per come si è consumato. "Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni.- si legge ancora nel post di Salvini - Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura". Il post di Salvini è corredato di un video dei primi passi di Vannacci con la Lega quando assicurava che non stava usando il Carroccio come un "pulmino". 

 

 

 

Luca Zaia ha osservato che "il segretario stato fin troppo inclusivo e anche comprensivo. Dopodiché, non conosco le dinamiche di questa sua dipartita. Non so come sia nata. È pur vero che è un film che avremmo già scritto, già sapevamo come sarebbe stata la fine. Vorrei sottolineare che questa grande militanza in Lega è durata meno di un anno". E ancora: "Voglio anche ricordare che se Vannacci è il Vannacci di oggi può ringraziare solo il mio movimento, il mio partito, la Lega, che ha investito su di lui per le Europee l'anno scorso e gli ha permesso di avere un seggio", ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale veneto. "Io l'ho sempre detto", ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva dell'uscita del generale, "anche perché il nostro movimento è un movimento identitario e non puoi passare se non condividi le idee".