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Scontro alla Camera sul Covid, il M5S attacca Il Tempo

Alessio Buzzelli
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È bastato un intervento circostanziato, argomentato e basato, tra le altre cose, su un’audizione tenutasi in Commissione Covid, per mandare in tilt l’opposizione. O meglio, per essere precisi, il Movimento 5 Stelle. Che, oltre ad attaccare il governo, si è pure scagliato in modo scomposto contro diversi giornali italiani; e non testate qualunque, ovviamente, ma solo quelle che non scrivono ciò che i grillini vorrebbero. Il casus belli della bagarre è stato l’intervento di ieri a Monetcitorio della deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, la quale, con assoluta calma, ha chiesto «un'informativa urgente al Governo nella sua generalità e, in particolare, al Ministro Nordio» su quanto venuto fuori dall’audizione di un imprenditore durante l’ultima seduta della Commissione sulla pandemia in merito alle forniture di mascherine. “Dalla Commissione, fra i tanti fatti gravi che stanno emergendo – ha detto Buonguerrieri in Aula- ve ne è uno su cui riteniamo che il Governo debba offrire delle spiegazioni agli italiani, questo anche se si tratta di fatti che risalgono all'esecutivo guidato dall'ex premier Giuseppe Conte».

La storia raccontata subito dopo dalla deputata di FdI è, volendola riassumere al massimo, questa: «un imprenditore è venuto a dire che, durante la pandemia, si era proposto di fornire un numero rilevante di quelle mascherine». Ebbene, questo imprenditore, ha continuato la Buonguerrieri «ha confermato di essere stato invitato nello studio Alpa» per stipulare un contratto, studio dove «il già presidente del consiglio Conte aveva operato» e dove, una volta viste le cifre del contratto propostogli e soprattutto delle rispettive consulenze, di fatto aveva rinunciato all’offerta «per il timore che qualcuno potesse considerarla una tangente». Poi Buonguerrieri nel suo discorso cita anche alcune testate, tra cui Il Tempo, elogiandole in quanto uniche in Italia a riportare notizie sul lavoro della Commissione. Apriti cielo. Mugugni e proteste arrivano dai banchi dell’opposizione, specie lato 5 Stelle, suggellate dal successivo intervento del capogruppo grillino alla Camera, Riccardo Ricciardi. Il quale, dopo un panegirico su Conte, eroe moderno che «non ha paura di nessuna accusa» e che ha «salvato milioni di vite durante il Covid» facendo, dice lui, da esempio a mezza Europa, passa all’attacco frontale dei giornali che non gli piacciono. «Se citate i giornali che sono al vostro sevizio, quelli di proprietà del vostro parlamentare Angelucci», ha detto Ricciardi, «be’, non ci aspettavamo altro». Poi ci mette il carico: «Questo ci darà modo di pensare di togliere il finanziamento pubblico a giornali che vengono usati come clave coi soldi di tutti». Un assalto in piena regola alla stampa libera, insomma. La risposta è arrivata dal Senatore Lucio Malan: «Il capogruppo dei 5Stelle li ha definiti "giornali che sono al vostro servizio", riferendosi alla maggioranza, ed è arrivato ad auspicare di togliere loro i finanziamenti pubblici. Per il Movimento 5 Stelle, evidentemente, i finanziamenti pubblici andrebbero rimossi ai giornali sgraditi. Rammentiamo a Ricciardi e ai 5Stelle che qui, per fortuna, non siamo nel Venezuela di Maduro o in un'altra dittatura. Qui esiste la libertà d'informazione, che ai grillini piaccia o no».

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