Buonguerrieri: «L'invito dell'opposizione a boicottare la stampa sgradita è grave e irricevibile»
Alice Buonguerrieri, membro di Fratelli d'Italia della Commissione d’inchiesta sulla pandemia, ha chiesto alla Camera un’informativa urgente per fare luce su una delle ultime audizioni. Il risultato è stato una replica fuori scala dell’opposizione.
Onorevole Buonguerrieri, cosa ha scatenato la reazione così scomposta del M5S?
«Ieri mattina io sono intervenuta in aula per chiedere un’informativa urgente al governo, in particolare al ministro Nordio, perché, come ho poi spiegato, tra i tanti fatti gravi che stanno emergendo dalla commissione Covid, l’ultimo riguarda un imprenditore che è venuto a confermare quello che poi aveva già detto l'autorità giudiziaria, e cioè che lui era disponibile a fornire mascherine alla struttura commissariale e che in questa attività è incappato in due legali, che sostanzialmente si sono detti non soltanto vicinissimi all’ex Premier Conte, ma che erano anche in grado di sostanzialmente agevolarlo nell'attività di fornitura».
Ed è bastato così poco?
«C’è ovviamente dell’altro. Il punto è che in quell’occasione i due legali gli hanno fatto firmare tre contratti, due di consulenza aperta e l’altro in cui, ci è stato spiegato in audizione, c’era una percentuale, lui l’ha chiamata proporzione, fra il venduto e il compenso che spettava poi a questi legali. E erano numeri così alti - stiamo parlando di commissioni su commesse di circa 160 milioni di pezzi - che avrebbero prodotto, almeno in base ai numeri presenti nelle carte, per questa sola commessa un compenso di circa 13 milioni. Questi sono calcoli a spanne, giusto per dare l’idea».
Una cifra che all’imprenditore è dunque sembrata troppo alta?
«Sì, l’audito ha confermato che i numeri erano molto elevati e che questo lo ha spaventato, tant’è che alla fine si è ritirato da quella che lui stesso ha definito "la più grande opportunità della mia vita". Perché ha avuto il timore che qualcuno potesse così definirla tangente».
Sembrerebbe una cosa quantomeno irrituale.
«Lo è. Anche se noi abbiamo agli atti una richiesta di archiviazione da parte della procura. Ovviamente rispettiamo le sentenze che vengono emesse, ma diciamo anche che dalla commissione sono emersi episodi e fatti che, come questo, riteniamo meritino una più ampia attenzione anche da parte della magistratura».
Approfondimenti che invece la Commissione sta facendo.
«La Commissione Covid non è un tribunale, noi verifichiamo i fatti e le responsabilità politiche. Non vogliamo certo rifare i processi, ma il fatto che non vi siano delle responsabilità penalmente rilevanti non significa che non ci siano delle responsabilità politicamente rilevanti. L’obiettivo della commissione è quello di restituire la verità dei fatti ai cittadini italiani».
E, per tutta risposta, l’opposizione ha attaccato il giornali non graditi, tra cui Il Tempo.
«I colleghi del PD e M5S sono nervosi, li capisco, stanno emergendo fatti molto gravi. Ma se ne facciano una ragione, perché noi andremo fino in fondo. Una sinistra poi schizofrenica, con il M5S che interviene prima con Ricciardi a dire che si associa alla richiesta di informativa e poi con Colucci che dice che la richiesta di informativa è inammissibile. In più l’attacco alla stampa che ha fatto Ricciardi, e non solo Ricciardi, affermando che ci sono dei giornali al soldo della destra, è inaccettabile e irricevibile. Questa è la loro idea di libertà di stampa: o i giornali dicono quello che piace a loro, oppure vanno boicottati».
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