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La ricetta della Lega: "Difendere i valori dell'Occidente dall'Islam"

Foto:  Ansa 

Christian Campigli
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I valori dell'Occidente da difendere, il pericolo dell'Islam estremo che vuole sottometterci, i dossieraggi e la partita per l'autonomia. Sono stati questi i principali temi dibattuti ieri a «Idee in movimento», la kermesse leghista organizzata a Rivisondoli, in Abruzzo. La mattinata è iniziata con un’intensa tavola rotonda sull’agricoltura; subito dopo un confronto sulla disabilità, su come affrontarla e sui fondi pubblici per il sostegno alle famiglie. Dopo dopo le 11 il confronto si è spostato sul referendum del 22 e 23 marzo, quello che potrebbe (finalmente) cambiare la pachidermica macchina giudiziaria.
«Noi questo referendum lo vinceremo e saremo ancora più forti - ha detto la deputata Simonetta Matone - I giochi sono finiti». Dopo aver parlato dell'importanza dei territori, si è collegato in video, acclamato come una rockstar, Luca Zaia. «Per me, tra le cose incompiute c’è l’autonomia. Io spero che prima o poi si veda questa autonomia. Sono convinto che vinca sempre la destra liberare. Una destra troppo concentrata su aspetti più fondamentalisti non può portare i risultati che i cittadini si aspettano. Non è che se si deve parlare di ambiente dobbiamo immaginare che questo sia un tema che deve essere trattato solo da chi è dall'altra parte della barricata perché tutti i cittadini, che siano di destra o di sinistra, sono preoccupati del tema».

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, non ha lesinato critiche alle politiche della Ue: «Il calo della produzione industriale non è colpa del governo: la ragione è quella che abbiamo denunciato da sempre, il Green Deal europeo. Umberto Bossi nel 1998 disse: "Un giorno arriveremo al punto in cui le leggi di bilancio ci verranno mandate via fax da Bruxelles e i governi dovranno solo obbedire". Quanto profetica fu quella visione». Tra i dibattiti più seguiti del giorno c'è stato certamente quello sulla scuola. «Questo governo sta facendo autentica rivoluzione culturale. Arriviamo da 60 anni di una cultura che ha disintegrato il buon senso – ha sottolineato Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito - Viene ucciso un ragazzo con un coltello in una scuola, oggi hanno trovato addirittura un ragazzo con un machete in una scuola. Sta diventando quasi una moda e la prima cosa che mi è venuta spontanea proporre sono stati i metal detector mobili per controllare gli ingressi. Questa è un’esigenza di sicurezza, è un’esigenza di libertà, è una garanzia nei confronti dei nostri giovani, dei nostri docenti, del personale della scuola. Hanno parlato di repressione, ero incredulo e c’è pure qualcuno che gli ha dato retta, ma dove sta la repressione? Questa è sicurezza». Sicurezza fa rima con controllo dell’immigrazione clandestina e con la giusta valutazione dell'impatto che sta avendo, in Italia, la diffusione dell'Islam più radicale e dei suoi predicatori.

«Io il richiamo del muezzin per la preghiera nel nostro paese non-lo-vo-glio. E lo ripeto. E pensate che per dire questa cosa sono finita sotto scorta – ha affermato il vicesegretario della Lega, Silvia Sardone. Che ha poi attaccato le scuole che decidono di chiudere o sospendere le lezioni per la festa di chiusura del Ramadan: "Le chiusure sono fatte solo per motivi religiosi e mi dà fastidio che ci raccontino la favoletta dei motivi scolastici, prendendoci per il culo. Lo fanno solo per rispetto a una religione che, peraltro, non ha sottoscritto nessuna intesa con lo Stato italiano». Ospite della kermesse anche Francesca Pascale, che ha detto: «Bisogna fare quello che ci ha insegnato Berlusconi in tempi che furono. Gli animi cattolici, gli animi liberali, progressisti, conservatori devono unirsi per emarginare quella sinistra radicale che oggi non si vergogna di stare con gli imam, con gli ayatollah e con Maduro». E ancora: «La sinistra non è in grado di occuparsi delle persone, tanto meno delle diversità. Vi prego di non lasciare a chi ha sempre rovinato tutto nella storia la bellezza della individualità, il rispetto della libertà».
Nel pomeriggio di ieri è giunto anche il leader Matteo Salvini, che oggia mezzogiorno concluderà i lavori abruzzesi.

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