Calcio, Salvini storce il naso per il divieto di trasferta: “Punizioni collettive ingiuste”
Lo spettacolo dei Giochi invernali, poi un'eredità che farà bene al Paese. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, parte proprio da quel che Milano-Cortina lascerà, dalle opere che "resteranno nel tempo migliorando il Paese. Per alcuni è un'accusa, per me è un merito. Le dieci stazioni ferroviarie rimarranno per i pendolari e tanti fuorisede dopo i Giochi avranno un loro studentato a Milano con tariffe agevolate. Poi ci sono la pista di bob a Cortina, lo spazio concerti in Fiera a Milano, le varianti in Cadore, il ponte a Lecco... non sono soldi solo per gli eventi sportivi, ma investimenti per l'Italia dei prossimi 50 anni. E le stime parlano di un indotto di 5,3 miliardi di euro a fronte di 3,5 miliardi spesi", spiega Salvini che vive i giorni che precedono i Giochi da appassionato, ma soprattutto da ministro e in questa veste le Olimpiadi diventano "Un po' meno rilassanti... Un conto è guardarli alla tele, un altro essere non dico protagonista, ma operaio insieme ad altri dell'evento. Ora sono dietro le quinte, so come nasce lo stadio del curling, come sono state disegnate le piste del fondo - che tra l'altro preferisco allo sci alpino - o cosa sia stato fatto a Bormio, dove vado da quando sono ragazzino, e che ora avrà sempre la neve".
Ieri l'evento promosso dal Mit dal titolo "Dal Sogno alla Realtà". "Ho 52 anni e la mia Milano un'Olimpiade non l'aveva mai vista. Io al massimo quando ero bambino e nevicava andavo sulla montagnetta di San Siro con il bob, parlare di Olimpiadi invernali era assolutamente impensabile e invece abbiamo portato i Giochi sotto la Madonnina e sui Navigli, per me è davvero una cosa eccezionale", dice Salvini che rivela di avere temuto che qualcosa potesse diventare un incubo: "La pista di bob - dice alla Gazzetta dello Sport -. Quando sono entrato al ministero nel 2022 non c'era sostanzialmente nulla, mi si diceva di fare le gare in Svizzera, in Austria, a un certo punto negli Stati Uniti... Non aveva senso. Ringrazio l'impresa Pizzarotti e l'architetto Saldini come ad di Simico, messo da me in corsa, per aver accettato il rischio. E ringrazio gli operai, eccezionali. Quando ho sentito dire dagli atleti che non si aspettavano una pista di questo livello è stata una bella soddisfazione". Per Salvini l'eredità più importante che lasceranno questi Giochi è nelle opere che resteranno. "Lo studentato di Milano ha un valore, ma da ministro delle Infrastrutture mi viene da pensare alla Lecco-Bergamo di cui sentivo parlare da 30-40 anni e che di sicuro aiuterà i pendolari per gli anni a venire. E poi gli impianti sportivi: vorrei che dopo i Giochi l'hockey su ghiaccio tornasse ad avere in Italia tutta la dignità che merita".
In pista a Milano-Cortina ci sarà una grande protagonista come Federica Brignone che, dopo il grave infortunio, ha lottato con tutte le sue forze per esserci. "È stata incredibile anche solo a crederci, nei momenti di sconforto è dura. E vale anche per Sofia Goggia. Come diceva Walt Disney? 'Se puoi sognarlo puoi farlo', ma penso che nessuno avrebbe immaginato una cosa del genere. Le ammiro, per la forza mentale prima ancora che per il ritorno fisico". In merito alle polemiche sulla scelta dei tedofori ammette che la vicenda "un po' di fastidio me l'ha dato e ho convocato una riunione per chiedere di porre rimedio a qualche disattenzione", poi si passa dalle Olimpiadi al calcio e, a proposito di grandi eventi in Italia, i riflettori si accendono su Euro2032. "Nel decreto infrastrutture che porterò in consiglio dei ministri probabilmente la settimana prossima c'è anche l'ufficializzazione del commissario per gli stadi di Euro2032: dobbiamo arrivare con cinque impianti a ottobre, io ci tengo. In pratica finisco con i Giochi e comincio con l'Europeo". A proposito di stadi, "da milanese e da milanista" a Salvini dispiace che: "Il Comune di Milano abbia perso almeno cinque anni in chiacchiere. Sarà comunque un'altra vetrina importante e sono già in contatto con diversi presidenti, anche perché - al di là dell'Europeo - sarà fondamentale avere stadi nuovi anche sul fronte della sicurezza, e lo dico da ex ministro dell'Interno". "Io - prosegue - andavo a San Siro quando nei distinti si stava in piedi, però siamo nel 2026 ed è importante avere stadi più sicuri da tutti i punti di vista".
A proposito di sicurezza, il blocco delle trasferte deciso dal ministro dell'Interno per i tifosi di Roma e Fiorentina ha aperto il dibattito. "Io sono sempre d'accordo con Piantedosi. Da tifoso che ha avuto per diversi anni la tessera della Curva Sud del Milan, non sono però mai a favore di interventi punitivi di gruppo a fronte di crimini dei singoli. Questo vale per le curve del Milan e dell'Inter che erano ahimè utilizzate come copertura da criminali, spacciatori, accoltellatori e assassini. Questo non vuol dire aprire un dibattito con l'amico Piantedosi, questori e prefetti, se ci sono 5-10-15-150 imbecilli o peggio criminali, è giusto che non vedano più una partita, ma vietare la passione o chiudere gli stadi o le trasferte a migliaia di persone perbene secondo me non è una soluzione". Chiusura sul "suo" Milan. "I risultati, come dicono Allegri, Tare, Scaroni e Furlani, sono importanti, però io sono cresciuto a pane e Sacchi, Gullit e Van Basten quindi conto che a ruota arrivi anche un bel gioco. Per il momento va bene anche solo il risultato, tra l'altro domenica sarò allo stadio Olimpico per la gara contro la Roma. Va detto che con Allegri, rispetto a Fonseca e a Conceição, abbiamo fatto enormi passi avanti. Magari se aggiungiamo qualche acquisto...".
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