controlli nei locali
Direttiva Piantedosi, i controlli serrati alle discoteche romane ora modello nazionale
Il modello Roma diventa nazionale. I controlli della Questura capitolina per mettere in sicurezza i principali locali della città eterna, che hanno portato i sigilli al Piper, la storica discoteca amata dai vip, saranno effettuati in tutto lo stivale. A specificarlo una direttiva del Viminale, inviata a tutti i prefetti, al capo della Polizia -Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Pisani e al Capo dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Attilio Visconti.
Nella missiva viene spiegato come la tragedia di Crans Montana, impone a chi di dovere di «intensificare al massimo, soprattutto in chiave preventiva», ogni attività tesa a «tutelare la pubblica incolumità sia dei lavoratori che degli avventori» impegnati nel settore dello spettacolo e dell’intrattenimento. Viene chiesto, dunque, alle istituzioni preposte di convocare specifiche riunioni per un’analisi della situazione a livello provinciale al fine di realizzare uno screening a cui saranno sottoposti, nel più breve tempo possibile, i gestori.
«Andrà verificata – spiega il documento – la conformità dei locali alle misure di prevenzione incendi, di gestione dell’esodo e dell'emergenza, la congruenza tra l’assetto strutturale, i materiali e le installazioni presenti, la capienza autorizzata e l’affollamento effettivo, nonché il rispetto delle disposizioni disciplinanti l’uso di fuochi d’artificio e fiamme libere all’interno delle medesime».
L’intento comune è evitare che incidenti, come quelli avvenuti nel piccolo comune svizzero, non possano ripetersi a queste latitudini.
Allo stesso tempo, però, il ministro Matteo Piantedosi ribadisce come il nostro sistema di safety, imperniato su regole e procedure molto rigorose, abbia «mostrato nel tempo grande affidabilità, costituendo un modello di riferimento anche all’estero».
Leggi anche: Quarta Repubblica, l'accusa di Simonetta Matone: "Cinque giorni per distruggere le prove"
Detto ciò, il piano, voluto dall’esponente irpino del governo, trova subito il plauso degli altri componenti dell’esecutivo di Palazzo Chigi. Tra i primi a intervenire il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. «Voglio esprimere sincero apprezzamento – dichiara - alla decisione del ministro dell’Interno di disporre ispezioni e verifiche della polizia, su tutto il territorio nazionale, nei locali pubblici di intrattenimento. La tragedia svizzera, che è anche italiana, ha insegnato che i controlli periodici costituiscono una preziosa misura di prevenzione e deterrenza. Adesso mi aspetto che anche i dirigenti scolastici sappiano programmare un certo numero di ore da dedicare alla cultura del rischio per i nostri ragazzi».
Un tema, però, su cui già si è attivato il titolare del dicastero che si occupa di Istruzione, Giuseppe Valditara. «Ho ritenuto giusto – rivela - avviare una serie di attività a riguardo». Un primo passo per rendere più sicure le nostre aule, intanto, è evitare l’introduzione negli istituti di qualsiasi oggetto possa rivelarsi pericoloso per l’incolumità di docenti e discenti.
A tal proposito, non esclude neanche l’utilizzo di metal detector. «Ne ho parlato spiega - con Piantedosi e affronteremo tutto questo con uno schema organico». Un’iniziativa sposata da tanti presidi che, sin dal principio, hanno approvato la proposta dell’esecutivo.
A esprimersi positivamente, intanto, per le novità di cui si è discusso dopo l’accoltellamento a La Spezia, per cui è morto un giovanissimo allievo tra i banchi, è la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini: «Una scelta sensata che trovo giusto metterla in capo al dirigente scolastico, il quale ha tutte le competenze e gli strumenti necessari per valutare l’urgenza o meno di questi dispositivi».