Crosetto ad Hammamet con Stefania Craxi per ricordare l'ex premier socialista
“Che il suo spirito di statista possa vegliare la nostra Repubblica nei tempi drammatici che abbiamo davanti”. Queste le parole scritte da Guido Crosetto sul libro firme posto a fianco la tomba di Bettino Craxi, a margine della commemorazione del leader socialista svoltasi nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet
"Ringrazio il ministro, che ha voluto recarsi ad Hammamet, in terra tunisina, per rendere omaggio alla memoria di Bettino Craxi, che qui si spense, da uomo libero in lotta contro l'ingiustizia terrena. Il suo gesto, l'appellativo 'statista' che il ministro ha scelto per riferirsi a Craxi, vale più di mille parole. La presenza del ministro testimonia, ancora una volta, la vicinanza delle forze di centrodestra, che non hanno mai lesinato in questi anni gesti di attenzione umana e politica, riconoscendo lo spessore di chi ha dedicato la vita al suo Paese, e lavorato per dare all'Italia il posto che le compete sullo scenario internazionale.
Il nome di Bettino Craxi, un uomo di quella sinistra che stava dalla parte giusta della Storia, è oggi grazie a Forza Italia un tassello importante del mosaico identitario del centrodestra italiano; spiace che dal fronte progressista continui a levarsi un silenzio ipocrita". Così la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi, presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama.
A ricordare l'ex presidente del Consiglio pure Nicola Carnovale, direttore generale della Fondazione Craxi: “A Hammamet, ogni anno, la memoria non è solo ricordo e non è nostalgia. È un punto di incontro tra passato e futuro, in un dialogo che continua a parlarci della Storia, a interrogarci sul presente e a indicarci una rotta per il domani. Le celebrazioni in terra tunisina sono ormai un rito laico che cresce ogni anno, perché qui la memoria incontra il presente. Non parlano soltanto di Craxi, ma del nostro tempo, un tempo in cui la sua visione politica è più che mai viva. La frase che abbiamo fatto incidere sulla stele, tratta da un manoscritto degli anni tunisini, infatti, non esprime solo la nostalgia per la distanza da nostro Paese, il legame con questa terra, ma racchiude l’idea di un Mediterraneo che non divide ma unisce. E oggi, in un mondo attraversato da crisi globali e regionali, da migrazioni senza risposte adeguate e da un divario Nord‑Sud sempre più pesante, parlare di dialogo, cooperazione e sviluppo equo in quest’area del mondo significa parlare di Craxi, usare la sua lingua, attingere alle sue intuizioni che sono necessità dell’oggi e del domani. Ecco perché, davanti a questo mare, non celebriamo soltanto un uomo ma una visione che continua a illuminare il nostro tempo e che ci invita ancora a immaginare una politica fondata su coraggio, responsabilità e passione”.
Il ringraziamento, dunque, a tutte le persone che ogni anno scelgono di essere in Africa per ricordare l'ex leader socialista, "condividendo questo rito di memoria e visione, soprattutto ai tanti ragazzi che, a proprie spese raggiungono Hammamet per vivere la storia, per avvicinarsi a una politica che ha saputo guardare lontano e assumersi responsabilità difficili e parlare il linguaggio della verità. Come la nostra gratitudine va alle autorità tunisine, dal Delegato del Comune di Hammamet alla Governatrice di Nabeul, la cui collaborazione è stata preziosa e cordiale. E, infine, ma non per ultimo al Ministro Guido Crosetto, non solo per una presenza ma per le sue parole cariche di significato scritte sul libro firme”.
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