De Raho, Colosimo: "Consapevole delle irregolarità. Ecco perché il procuratore era protagonista"
Quella che segue è una selezione delle conclusioni contenute nella proposta di relazione che la presidente Chiara Colosimo ha presentato ieri nell’ufficio di presidenza della commissione Antimafia. Parole durissime verso l’ex procuratore e attuale deputato M5S Federico Cafiero de Raho.
L’analisi delle responsabilità istituzionali conduce inevitabilmente alla figura del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo dell’epoca, il dottor Federico Cafiero de Raho, la cui posizione si rivela determinante non solo per ciò che egli fece o omise, ma soprattutto per la struttura gestionale che egli solo in parte costruì, ma poi mantenne e soprattutto utilizzò durante il proprio mandato. Emerge invero in modo evidente, dalla lettura organica degli atti, non un quadro di inconsapevolezza odi mera superficialità, ma al contrario l’immagine di un protagonista, per aver egli stesso adottato o controfirmato provvedimenti organizzativi riguardanti la gestione delle s.o.s., pienamente consapevole delle prassi irregolari in uso nel suo ufficio, delle vulnerabilità delsistema e dei vantaggi operativi che tali vulnerabilità gli garantivano in termini di libertà, elasticità e possibilità di intervento in fatti di forte impatto pubblico ed oltremodo sensibili politicamente. (...) Il Procuratore nazionale antimafia sapeva, ed è difficile sostenere il contrario. La tolleranza verso prassi illegittime od anche illecite e l’assenza totale di controlli effettivi non costituiscono dunque un’anomalia insospettata, bensì una precisa e consapevole scelta gestionale che consentiva al vertice della DNAA di operare entro un perimetro privo di vincoli procedurali stringenti».
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