Antisemitismo: verso 7 ddl in Senato. Pd presenta nuovo testo, ma Delrio non arretra
Alla fine, con ogni probabilità, saranno 7 i disegni di legge in Senato contro l'antisemitismo. La commissione Affari costituzionali di palazzo Madama, infatti, ha incardinato ieri l'ultimo depositato in ordine di tempo, lo scorso novembre, dal senatore Pd Graziano Delrio. Si va ad aggiungere a quelli già depositati dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo (nel gennaio 2024), dal senatore di Iv Ivan Scalfarotto (nel luglio 2025) e dal presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri (nell'agosto 2025). Altri, poi, sono stati annunciati. Arriverà "nei prossimi giorni", assicura Andrea Giorgis anche una nuova proposta del gruppo Pd; ci sarà un testo a firma Maria Stella Gelmini, di Noi moderati, che darà priorità alla scuola e anche il M5S "sta valutando" di presentare un proprio ddl. I nodi da sciogliere, in ogni caso, sono ancora tutti sul tavolo. A cominciare dai tempi: c'è chi, come Azione e Italia viva, spinge affinché la legge venga simbolicamente approvata il 27 gennaio, ovvero in coincidenza con il Giorno della Memoria.
Gli altri partiti, però, frenano. Intanto martedì prossimo riprenderanno le audizioni che già erano state calendarizzate, poi il Pd punta a inserire altri nomi, come ad esempio i rappresentanti della commissione Segre per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza e il coordinatore nazionale per la lotta contro l'antisemitismo Pasquale Angelosanto. Giorgis è al lavoro sul nuovo testo del gruppo: l'idea, viene riferito, è quella di inserire insieme al contrasto all'antisemitismo anche la lotta all'islamofobia e di partire dalla "Dichiarazione di Gerusalemme sull'Antisemitismo" e non dalla definizione dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), inserita ad esempio nel ddl Delrio e in quello a firma Gasparri. L'ex ministro dem non ritirerà il suo testo: "E' il mio contributo alla discussione del Parlamento", è il suo ragionamento. In ogni caso, Delrio plaude al passo avanti fatto in commissione: "Trovo positivo che si sia fissata una data per le audizioni e ci siamo dati una tabella di marcia per il testo base. Bene che si sia discusso nel merito e che tutti abbiano detto che è necessario fare una legge su questo settore", insiste. Giorgis prova a mediare: "Mi auguro che si arrivi a un testo unificato, c'è stata la proposta di fare un comitato ristretto per arrivare a un testo base condiviso", insiste il senatore dem al termine dei lavori della commissione, continuando a predicare cautela. "Non dobbiamo fare in fretta ma apportare un contributo ulteriore del Parlamento su questo importantissimo tema. Il Parlamento deve avere la capacità di corrispondere con serietà e rigore all'importanza di questo tema.
Bisogna che non ci sia nessun cedimento alla tentazione di conquistare qualche consenso", è la linea. FI e Iv, in ogni caso, dicono no al comitato ristretto: "Ribadisco la contrarietà a legiferare sull'onda delle ricorrenze: le leggi devono essere approfondite e approvate quando il Parlamento lo ritiene opportuno, non per rispettare una data simbolica. Nessuna preclusione, dunque, a concludere l'iter entro il 27 gennaio, ma senza forzature - dice chiaro Gasparri - L'obiettivo è chiaro: arrivare a una decisione in tempi certi, evitando ogni tentativo dilatorio che sarebbe il segnale di una resistenza a una normativa più incisiva contro l'antisemitismo". Balboni serra i ranghi: "Abbiamo invitato i gruppi che vogliono presentare altri ddl a farlo nel più breve tempo possibile. Non abbiamo deciso se scegliere un testo base da emendare, cosa che avrebbe dei vantaggi, o fare un comitato ristretto che arrivi poi a un testo unificato da approvare all'unanimità. Anche questa strada ha dei vantaggi ma rischiamo di rimanere impantanati dei mesi se non si trova unanimità, mentre il testo base va votato a maggioranza", spiega il presidente della commissione Affari costituzionali. "Il segnale che abbiamo voluto dare è che la commissione vuole lavorare e non perdere tempo - assicura -. Se fosse per il 27 gennaio sarebbe ottimo, se non ci si riesce, vogliamo dimostrare che ci stiamo impegnando per arrivare a un ddl nel più breve tempo possibile".
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