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Primo sondaggio dell'anno, centrodestra avanti. E Conte supera Schlein...

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Ignazio Riccio
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L’inizio del 2026 porta con sé una fotografia politica italiana netta e spigolosa, pronta a influenzare i prossimi mesi di dibattito e strategia in vista delle ancora lontane elezioni politiche. I numeri delle intenzioni di voto, elaborati dall’istituto “BiDiMedia” e confermati nei trend delle principali rilevazioni nazionali, indicano un centrodestra sempre in testa e un centrosinistra in difficoltà a trovare coesione e slancio.

Secondo l’ultima rilevazione, la coalizione di centrodestra complessivamente resta saldamente in vantaggio con circa il 46–48% delle preferenze, nonostante un leggero arretramento rispetto alle settimane precedenti. All’interno di questo fronte, Fratelli d’Italia si conferma la forza dominante, in ulteriore crescita rispetto alle stime di fine 2025, attestandosi attorno al 29–30%, e rafforzando il proprio ruolo di primo partito nazionale. Trend analoghi emergono anche dalle rilevazioni SWG e Euromedia, che vedono FdI costantemente in vetta della classifica dei consensi. 

Sul versante opposto, il Partito Democratico fatica a invertire la rotta. Secondo i dati più recenti, i dem si stabilizzano poco sopra il 22%, in calo marginale ma continuativo rispetto alla spinta di fine 2024 e incapace di consolidare alleanze forti nel campo progressista. La dinamica interna resta segnata da tensioni e critiche, mentre crescono dubbi sulla capacità del partito di fungere da polo aggregatore per un “campo largo” alternativo al centrodestra. 

Una delle sorprese del periodo, confermata anche da BiDiMedia, è il ruolo in ascesa del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. Pur non raggiungendo i livelli della destra o del Pd, il M5S registra un lieve incremento nelle intenzioni di voto, stabilizzandosi attorno al 12–13% in molte rilevazioni. Questo spostamento indica una possibile redistribuzione di consensi nell’area progressista, con elettori delusi dal Pd che guardano ai pentastellati come alternativa pragmatica o tattica. 

Nel campo delle forze minori, il quadro resta frammentato: Forza Italia e Lega si contendono posizioni secondarie all’interno del centrodestra, mentre le formazioni centristi e liberali come Azione o +Europa oscillano in misura ridotta nelle stime di consenso. Anche le liste dell’alleanza progressista più ampia non sembrano, allo stato attuale, in grado di colmare il divario con il blocco governativo. 

Lo sfondo politico italiano non si limita ai sondaggi. Sul fronte delle riforme istituzionali, il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha recentemente rilanciato il dibattito sull’adeguamento della legge elettorale, proponendo un sistema con premio di maggioranza per aumentare la governabilità in vista delle prossime votazioni nazionali. Una scelta che potrebbe rimodellare gli equilibri nei collegi uninominali e nei meccanismi di rappresentanza. 

Parallelamente, il Parlamento ha approvato alla fine del 2025 il bilancio per il 2026, con una manovra che punta a ridurre il deficit e sostenere famiglie e imprese, ma che ha suscitato un serrato dibattito tra i diversi partiti e movimenti. Anche l’economia, insomma, si conferma un terreno cruciale di competizione politica per i prossimi mesi.  In sintesi, il 2026 politico italiano si apre con una scena dove il centrodestra mantiene un solido vantaggio nelle urne virtuali, il Pd cerca di arrestare l’emorragia di consensi e il Movimento 5 Stelle si muove con una certa disinvoltura nell’area progressista. La capacità di costruire alleanze e definire piattaforme credibili potrebbe diventare decisiva per ridisegnare gli attuali rapporti di forza, lasciando aperto il dibattito su chi riuscirà davvero a guidare l’Italia nei prossimi anni.

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