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In Onda, il giornalista francese spiazza tutti: "Partita aperta", perché Le Pen può farcela

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Il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella si fermerà ben al di sotto della maggioranza assoluta? Andrà a segno la strategia della "desistenza" scattata nei collegi del ballottaggio delle elezioni francesi dall'insolito asse tra sinistra e i centristi di Emmanuel Macron? A decidere il futuro della Francia sono 49,3 milioni di elettori attesi alle urne dalle 8 fino alle 20 di domenica 7 luglio. Restano da assegnare 501 seggi, dopo che i primi 76 sono stati decisi al primo turno di domenica scorsa. L'attenzione è tutta sul risultato dei lepeneisti. Se ne parla nella puntata di sabato 6 luglio di In Onda, il programma di La7. Tra gli ospiti di Marianna Aprile e Luca Telese c'è il giornalista francese Eric Jozsef, corrispondente di Libération, che invita a non dare per scontato quanto pronosticato dai sondaggi che vedono Rn lontano dalla maggioranza assoluta. 

 

"La partita è ancora aperta e bisogna essere molto prudenti - spiega Jozsef -  perché in realtà si svolgono 500 elezioni diverse", quelle nei singoli collegi. Come noto, in molti di questi i candidati del Fronte popolare o dei macroniani che sono arrivati terzi al primo turno si sono ritirati per permettere un'opposizione più forte al candidato di Rn. "Non è detto che la desistenza chiamata dai partiti sia seguita dagli elettori", spiega il giornalista. Il fatto è che veniamo da anni di forte contrapposizione politica fra i tre schieramenti, con lo stesso Macron che a più riprese ha accusato la sinistra di non essere poi tanto diversa dalla destra. Difficile pensare che ora gli elettori di sinistra possano votare a cuor leggero i macroniani e viceversa. Molto di queste elezioni si gioca su quanti francesi, pur di fermare Le Pen, voteranno quello che fino a ieri era un avversario "turandosi il naso", afferma Jozsef citando Indro Montanelli. 

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