Fondazione dem

Pd. Schlein fa fuori Cuperlo dalla Fondazione. Si scatenano le critiche nelle chat dem

Christian Campigli

Un silenzio composto, garbato. D'altri tempi. Fuori moda, che stona con la politica attuale. Quella urlata, gesticolata, densa di astio e povera di contenuti. Quelli autentici. Elly Schlein ha defenestrato Gianni Cuperlo e lo ha sostituito al vertice della Fondazione PD con Nicola Zingaretti. La scelta del segretario nasce, almeno ufficialmente, oggi dalla volontà di migliorare le relazioni europee e porre la struttura dem alla Foundation for European progressive studies. Ovvero la fondazione dei partiti che aderiscono al Pse, di cui il Pd finora non fa parte. L'ex governatore del Lazio, secondo la nativa di Lugano, sarebbe il profilo perfetto per questo compito visto che, il prossimo anno, verrà candidato alle elezioni Europee come capolista nel Lazio.

 

  

 

Cuperlo però non l'ha presa affatto bene. E nelle chat dei dem si sono scatenati commenti e critiche alla Schlein. “In questi anni – ha dichiarato ieri la segretaria annunciando la nomina - grazie al grande impegno di Gianni Cuperlo, è stata garantita un'attività costante nell'iniziativa di ricerca e formazione. Ora, con l'obiettivo di costituire anche formalmente la Fondazione, vogliamo dotare il Pd di uno strumento comune di ricerca - così come già avviene in tutti i partiti europei - e di rafforzamento della nostra identità, aperto alla collaborazione con altri centri studi. Abbiamo bisogno di pensiero lungo, profondo, che guardi a quello che accade intorno a noi, ad altre esperienze di fondazioni, con cui abbiamo bisogno di un confronto che valorizzi il pluralismo all'interno di questo partito”.

 

 

Elly Schlein, non potendo parlare di presente, ha provato a buttare la palla nell'altra metà campo. Ed avventurarsi in ipotesi sul futuro. "È necessario uno sguardo verso i prossimi 10-20 anni, facendo tornare la politica a non avere soltanto l'ossessione della prossima scadenza elettorale”. Non poteva infine mancare l'accento alla (presunta) ricchezza di un partito diviso praticamente su tutto. "Qui – ha affermato Zingaretti – dovremo unire le differenze, in un luogo in cui le tante anime del partito si potranno incontrare nella condivisione e nell'idea di un profilo comune”.