Islamici

Moschee vietate in capannoni e garage: bagarre sulla proposta di legge di Fratelli d’Italia

Stretta di Fratelli d’Italia sulle moschee. In Commissione Ambiente alla Camera è iniziato l’esame della proposta di legge del partito di Giorgia Meloni, con il capogruppo Tommaso Foti come primo firmatario, che vuole vietare la trasformazione di capannoni industriali o garage in luoghi di culto per le comunità islamiche. La proposta di legge riguarda le norme urbanistiche e stabilisce che per le religioni che non hanno sottoscritto un'intesa con lo Stato, le associazioni culturali che utilizzano un immobile non ne possono cambiare destinazione d'uso per adoperarla come luogo di culto.

 

  

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Il relatore Fabrizio Rossi, sempre di Fratelli d’Italia, ha spiegato che la proposta di legge “intende limitare l'applicazione della vigente disciplina, tenuto conto della proliferazione nell'ultimo decennio di associazioni che, di fatto, hanno come funzione esclusiva o prevalente quella di gestire luoghi di culto per le comunità islamiche in immobili privi dei requisiti urbanistici, strutturali e di sicurezza, necessari per tale destinazione d’uso". L'Islam è l'unica religione, tra quelle maggiormente seguite nel nostro Paese, a non aver sottoscritto un accordo con lo Stato.

 

 

La proposta ha fatto infuriare le opposizioni, con Angelo Bonelli di Avs in testa: “È una destra illiberale e discriminatoria che con la proposta di legge a prima firma del capogruppo di FdI Foti attacca le confessioni religiose non riconosciute. La legge di FdI che ha iniziato l’iter in commissione Ambiente alla Camera chiede la modifica all’articolo 71 del codice del Terzo settore per sancire l’esclusione delle agevolazioni urbanistiche alle associazioni di promozione sociale che svolgono, anche occasionalmente, attività di culto di confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato non sono regolati dal Concordato, quindi discrimina tutti i culti che non siano la Chiesa Cattolica. È un provvedimento chiaramente incostituzionale. È una discriminazione inaccettabile. Una - la chiosa dell’esponente di sinistra - vergognosa espressione di questa destra illiberale”.