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L’Aria che Tira, ira Gasparri sui giganti del web: “Una vergogna l'impunità fiscale di Amazon & co.!”

Luca De Lellis

È un Maurizio Gasparri al vetriolo quello che si rivolge al gigante dell’e-commerce per eccellenza, Amazon. Durante la puntata di L'Aria che Tira, andata in onda venerdì 14 aprile, interrogato dal conduttore Francesco Magnani, l’esponente di Forza Italia ha espresso il suo dissenso sulle modalità di gestione dei rapporti sia interni che esterni della creatura fondata da Jeff Bezos. “Io credo che questi giganti debbano agire con maggiore equità. Sul fronte del lavoro, spesso, si muovono in maniera un po’ troppo libera”. In che senso? “Contratti a tempo determinato, quasi mai a tempo indeterminato nei centri di Amazon, ma anche il fatto che questi signori licenziano senza nessun tipo di rimorso”.

 

  

 

Ma poi il vero “scandalo”, aggiunge Gasparri, “è lo strapotere di questi giganti della rete che non pagano le tasse e quando uno Stato cerca di intervenire loro si appellano al fatto che operano globalmente. E quindi non basta neanche l’Europa, deve agire direttamente il mondo”. Il senatore, dunque, condanna l’impunità fiscale della quale godono certe aziende, che invece dovrebbero essere in base al loro fatturato una delle principali fonti contributive degli Stati. Ora, sostiene Gasparri, “c’è una Global Minimum Tax del 15% per queste società, che però pagano lo 0,1%. Mentre i lavoratori normali, un artigiano e un commerciante all’angolo, pagano tasse a percentuali molto più alte”.

 

 

Questa dinamica è “una vergogna”. Perché “l’Europa non riesce a far pagare neanche questa tassa del 15 per cento”. Visibilmente furioso, il senatore di FI chiude il suo ragionamento: “Queste aziende sono prepotenti con i loro dipendenti, e prepotenti con gli Stati”. E questa storia deve finire.