POLEMICA

Valditara, il ministro contro la preside di Firenze. E la sinistra impazzisce

Protagonista della polemica quotidiana che investe il governo oggi è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Intervenendo alla trasmissione Mattino Cinque sul tema dell’aggressione di matrice neofascista avvenuta sabato scorso davanti al liceo “Michalangiolo” di Firenze, l’esponente dell’esecutivo ha commentato duramente la lettera aperta rivolta agli studenti dalla preside di un altro liceo fiorentino, Annalisa Savino del “Leonardo Da Vinci”, in cui la dirigente scolastica parla delle origini del fascismo. "È una lettera del tutto impropria – ha detto Valditara -. Non compete ad una preside nelle sue funzioni lanciare messaggi di questo tipo. Il contenuto non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti. In Italia non c'è nessun pericolo fascista, né alcuna deriva violenta o autoritaria".

  

Immediata la reazione indignata delle opposizioni, con il Partito democratico promotore di una richiesta di intervento in Aula del ministro a Montecitorio e Avs che ragiona su una possibile mozione di sfiducia "Sentire censurare la preside di un liceo per una lettera che invita a combattere contro ogni forma di odio e di discriminazione – ha detto la capogruppo dem Debora Serracchiani -, ci impone di chiedere al ministro Valditara di riferire in Parlamento. È importante per il Governo, per i giovani e per il Paese". Alla richiesta del Pd hanno aderito Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, e il Movimento 5 Stelle che ha definito “squadrista” l’intervento del ministro dell’Istruzione. Per i pentastellati, quella di oggi “è l'ennesima prova che un simile personaggio non può rivestire il ruolo di ministro dell'Istruzione, e che prima torna a casa meglio sarà per tutti".

Inadeguatezza dichiarata anche dal Terzo polo, con Carlo Calenda che criticando Valditara ne ricorda la precedente dichiarazione, di alcuni mesi fa, sulla “umiliazione che serve a far crescere gli studenti”: "Valditara – ha detto il leader di Azione - ha iniziato sostenendo che umiliare i ragazzi è un buon metodo pedagogico e ha continuato sanzionando la preside della scuola dove sono avvenute le violenze neofasciste (che il governo non ha stigmatizzato). Direi che è inadatto al ruolo".

Finita suo malgrado nel ciclone mediatico, dal canto suo la professoressa Savino, in una nota, ha spiegato di volere evitare "di alimentare ancora la già grande sovraesposizione mediatica a proposito di questioni che, seppur attinenti alla scuola e al suo ruolo nella società, tuttavia diventano facile oggetto di polemica e strumentalizzazione".

A fare quadrato attorno a Valditara è stata invece la maggioranza, in primis con il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, che ha detto: "Trovo preoccupanti le dichiarazioni di diversi esponenti della sinistra contro la pacata reazione del ministro Giuseppe Valditara alla lettera della preside del Liceo Leonardo da Vinci di Firenze. Non hanno nulla da dire costoro sul fatto che la dirigente definisca 'disgustoso rigurgito' la maggioranza parlamentare e il Governo, nati dalla libera scelta del popolo italiano?”. Stesso punto di vista espresso da Carmela Bucalo, componente della Commissione Cultura al Senato, e responsabile Scuola di Fratelli d’Italia, per la quale sono “incomprensibili gli attacchi al ministro Valditara che ha usato toni pacati nonostante il contenuto inopportuno della lettera inviata dalla dirigente scolastica agli studenti nella quale si paventa un ritorno al fascismo, nei fatti inesistente, che può produrre allarmismi e odio sociale”.