giustizia

Intercettazioni, Berlusconi sostiene Nordio e attacca i magistrati: "Alcuni politicizzati"

Luigi Frasca

Lo Stato di diritto e la libertà dei cittadini sono grandi temi sui quali non ci si dovrebbe dividere. Sui quali maggioranza e opposizione, politica e magistratura dovrebbero lavorare insieme. Noi siamo pronti a farlo». Silvio Berlusconi interviene nel dibattito sulla riforma della giustizia e delle intercettazioni, due temi che hanno scatenato le critiche e le proteste del centrosinistra. «Noi di Forza Italia sosterremo l’azione del ministro Nordio con assoluta convinzione», scrive Berlusconi sui suoi canali social. «Serve una riforma che renda più efficiente il sistema prosegue - assolutamente più rapidi i tempi dei processi, come ci chiede anche l’Europa, ma anche una riforma che allarghi e consolidi le garanzie per tutti i cittadini. Il nostro obiettivo non è certo un conflitto fra politica e magistratura. Le nostre riforme non sono contro i magistrati, sono per i cittadini». Poi però c’è l’affondo del presidente di Forza Italia contro una «certa» classe giudiziaria. «Certo le riforme incontrano l’ostilità di alcuni settori politicizzati della magistratura. Alcuni di questi magistrati sono passati direttamente dai loro uffici giudiziari alle aule del Parlamento, nelle file dei Cinque Stelle. Questo dimostra quanto poco quei magistrati potessero essere imparziali». «Altri loro colleghi e amici sono rimasti nelle correnti di sinistra dell’ordine giudiziario - prosegue - Ma noi sappiamo che la gran parte della magistratura è sana, è corretta, svolge il suo compito con imparzialità e con profondo senso dello Stato. Noi vogliamo valorizzare la professionalità dei magistrati seri, quelli che fanno le inchieste senza calpestare la dignità e la libertà dei cittadini, quelli che giudicano senza essere condizionati da preclusioni ideologiche o da calcoli di carriera».

  

Poi Berlusconi difende la riforma di Carlo Nordio sulle intercettazioni telefoniche. «La polemica sull’uso delle intercettazioni, dei sistemi più invasivi, come i virus informatici - spiega - è il più tipico esempio della differenza fra la nostra visione liberale della giustizia e quella dei giustizialisti illiberali. Noi sappiamo benissimo che in alcuni casi le intercettazioni sono uno strumento di indagine necessario. Nessuno ha mai pensato di impedirne o di limitarne l’utilizzo per le indagini di mafia o di terrorismo». «Quella che invece ci ripugna, quella che combatteremo sempre con tutte le nostre forze - prosegue - è l’idea che tutti gli italiani possano essere trattati come sospetti mafiosi o sospetti terroristi».

Una riforma che anche il ministro della Giustizia considera assolutamente corretta: «Le intercettazioni per mafia e terrorismo non saranno toccate, così come per i reati spia come può essere il reato di corruzione o la falsa fatturazione per operazioni inesistenti. Noi vogliano colpire l’abuso delle intercettazioni», aggiungendo di essere «soddisfatto che la presidente del Consiglio sia in sintonia con me sulla riforma della Giustizia».

Nordio ha poi ribattuto alle critiche sulla possibile cancellazione del reato di abuso d’ufficio: «Perché tanto rumore? Il danno che deriva dalle indagini non è tanto nelle condanne, ma nel fatto che queste persone vengono iscritte sul registro degli indagati, finiscono sui giornali, sono costretti a fare un passo indietro, per evitare questo ecco l’inerzia, la paura della firma. Sono stati i sindaci che sono venuti da me a chiedere l’aboliziione di questo reato, anche quelli del Pd, perché non riescono più a lavorare. È un reato evanescente e può essere contestato a chiunque». Poi ha annunciato una novità: «Da lunedì i cittadini potranno richiedere il certificato penale all’ufficio postale. È un provvedimento che farà risparmiare tempo e denaro ai cittadini che avranno così una giustizia di prossimità».