tormenti democratici

E' sabato, l'assemblea si fa solo in "dad". L'ultimo caso che scuote il Pd

Un'assemblea fondamentale per le sorti del partito, poiché servirà anche a determinare le tappe che porteranno al prossimo congresso. Eppure da svolgersi solo in videoconferenza. Magari perché è sabato e il migliaio di membri dell'organo del Partito democratico non ha voglia di sacrificare il proprio week end per il partito. O magari perché così sarà più facile mettere a tacere le opposizioni interne.

  

Come che sia, la decisione del Nazareno di limitare alla modalità "dad" l'assemblea ha fatto esplodere la rabbia di diversi esponenti: "Appena convocata l’assemblea nazionale del Pd (di circa mille componenti) solo "in modalità videoconferenz". Ci sarà sicuramente spazio per discutere e cambiare le proposte già confezionate. Continuiamo così, facciamoci del male" scrive su Twitter Tommaso Nannicini, ex senatore del Pd e componente dell’Assemblea nazionale.

Gli fa eco Matteo Orfini: "Una cosa assurda" il lapidario commento dell'ex esponente dell'area dei Giovani turchi, negli ultimi mesi assai critico nei confronti di quell'ala del partito sempre più propensa a celebrare un accordo di comodo con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte.

Intanto Alessandra Moretti ha annunciato che porterà in assemblea una petizione per chiedere l'anticipo del congresso: "Abbiamo deciso con un gruppo di donne di suonare la sveglia al Pd in un momento in cui ci dovrebbe essere un’opposizione forte a questo governo: non esiste che la nuova leadership si manifesti a marzo. Abbiamo proposto luna petizione che ha già raccolto in pochi giorni più di 700 firme. Sabato ci sarà l’assemblea, tra l’altro da remoto e non si capisce perché. In quella sede porteremo ufficialmente la richiesta di anticipare il congresso a gennaio, con le firme raccolte. Il Pd deve tornare a fare il Pd senza essere stretto in una tenaglia tra M5S e Terzo Polo".