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Berlusconi e Mattarella? Maria Giovanna Maglie smaschera il gioco della sinistra: "Chiacchiere patetiche"

Assalto alle istituzioni, autocandidatura al Quirinale, pericolo per la democrazia. La sinistra in coro va all'attacco di Silvio Berlusconi che parlando della riforma del presidenzialsmo contenuta nel programma del centrodestra ("Elezione diretta del presidente della Repubblica") ha espresso un concetto ovvio sulle dimissioni del capo dello Stato dopo il possibile varo della riforma. Maria Giovanna Magli con una manciata di parole scagliate su Twitter azzera il profluvio di dichiarazioni indignate e allarmate provenienti dal centrosinistra e dal neonato terzo polo. 

 

  

"Questo è quel che ha detto Berlusconi. Leggetelo. Le polemiche sdegnate sono le solite patetiche chiacchiere da bar", scrive ala giornalista che riporta le dichiarazioni estrapolate dall'intervista del presidente di Forza Italia a Radio Capital. Il presidenzialismo è un sistema "perfettamente democratico che la democrazia la esalta consentendo al popolo di scegliere direttamente da chi essere governato", ha detto il Cav. Rispondendo a una domanda sull'attuale presidente della Repubblica, ha aggiunto che "se la riforma entrasse in vigore sarebbero necessarie le dimissioni" di Mattarella "per andare all'elezione diretta di un capo dello Stato che, guarda caso, potrebbe essere anche lui".

 

Insomma, un'ipotesi di scuola, uno scenario ovvio. E la solita tempesta nel bicchiere torbido della sinistra. "Berlusconi ha detto una ovvietà e i privi di voti e di argomenti urlano come ridicoli ossessi, paventando un fantomatico ‘assalto alle istituzioni’, dichiara tra gli altri il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che ribadisce come il "centrodestra è da sempre favorevole alla democrazia diretta e da sempre sostiene l’elezione popolare del Presidente della Repubblica. Anche nel programma elettorale appena sottoscritto da tutto il centrodestra si propone la scelta presidenzialista. È vietato proporlo? Non credo".